IL CASO

Ginecologa scomparsa in val di Non, il caso a “Chi l’ha visto?”. La sorella: “Umiliata sul lavoro”

La 31enne in marzo era stata ricercata con battute che avevano coinvolto 200 persone

TRENTO. Il caso di Sara Pedri, ginecologa 31 enne originaria di Forlì che aveva lavorato all'ospedale Santa Chiara, scomparsa dallo scorso 4 marzo, è stato al centro di un lungo servizio ieri sera a "Chi l'ha visto". Pesanti le parole della sorella Emanuela, che ha parlato di una situazione difficile sul luogo di lavoro: «Sara è stata offesa verbalmente, le hanno dato dell'incapace. È stata svilita e umiliata, lasciata per turni interi a non fare nulla».

Subito erano partite le ricerche sia presso la sua abitazione, sia su tutto il territorio delle valli del Noce. Grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza del paese e al tracciamento del cellulare della giovane donna, i carabinieri in breve tempo avevano ritrovato la sua auto, una Volkswagen T-Roc, parcheggiata a Mostizzolo, nel territorio del comune di Cis, vicino al ponte che sovrasta il torrente Noce. Nell’abitacolo era stato ritrovato il cellulare.

Le ricerche avevano coinvolto nella stessa giornata una cinquantina di persone tra carabinieri, vigili del fuoco volontari, personale del Corpo permanente dei vigili del fuoco di Trento con il gruppo droni, i sub e la squadra Saf (soccorso alpino fluviale). Erano intervenuti anche l’elicottero, il soccorso alpino e più unità cinofile.

Quel giorno le ricerche erano state interrotte per il buio, ma erano proseguite il giorno seguente dall’alba con 200 uomini che avevano setacciato il torrente e a piedi tutta la zona attorno. Le ricerche non si erano fermate proseguendo anche nei giorni successivi.