La Gardena: se fate i test, il turismo ripartirà

Val gardena. Il virus corre più veloce della capacità di tracciamento del sistema sanitario, quindi la Provincia di Bolzano ha deciso di effettuare uno screening di massa. Sulla carta 350 mila...

di stefano zanotti

Val gardena. Il virus corre più veloce della capacità di tracciamento del sistema sanitario, quindi la Provincia di Bolzano ha deciso di effettuare uno screening di massa. Sulla carta 350 mila persone dovrebbero sottoporsi al test, da oggi al 22 novembre, con i tamponi rapidi. L’iniziativa ha lo scopo di avere un quadro più chiaro sulla reale situazione e di isolare gli asintomatici, per invertire assolutamente il trend di crescita che si registra attualmente, oltre a salvaguardare il sistema sanitario in affanno. Ogni azione deve essere finalizzata al contenimento e al rallentamento del contagio. Le misure adottate nelle scorse settimane richiedono grandi sforzi e mettono alla prova la comunità. Tutti sono chiamati a compiere un gesto di responsabilità che può contribuire alla salute e al benessere della collettività. L’appello a partecipare numerosi allo screening di massa, in corso in questi giorni su tutto il territorio altoatesino, arriva anche dai vertici del Consorzio Turistico Dolomites Val Gardena, con una nota in cui, tra l’altro, si dice che è giunto il momento di restare uniti. Slogan pubblicato anche su vari Social Media con l’hashtag #tenionadum, tradotto #restiamouniti. «Ci appelliamo a tutta la popolazione affinché si sottoponga al test rapido in corso in Alto Adige. Lo si deve fare per la comunità e per il futuro di tutti noi», si legge ancora nella nota. Il Consorzio turistico ritiene che solo con una grande partecipazione di tutta la valle si possa dare un buon esempio, isolare le persone positive e quindi spezzare la catena dell'infezione. Lo considera un'occasione unica per proteggere la salute di chiunque viva in valle e per consentire l'inizio della stagione invernale. «Tutto ruota attorno alla volontà delle persone di partecipare al test, tuttavia siamo della convinzione che sia un obbligo per la società, per chi ne ha già subito le conseguenze, chi ha perso i propri cari, ma pure per i giovani con scuola e sport, per la cultura e non per ultimo anche per l’economia, quindi ognuno cerchi di dare il suo contributo per una ripartenza, definitiva e sicura!».

Gli operatori turistici ricordano «come il “nemico sia invisibile”, quindi bisogna lavorare intensamente per diventare uno dei territori più sicuri per ciò che concerne la lotta contro il Covid-19. In questo contesto, il turismo si assume la propria responsabilità e vuole fornire un importante contributo. Questo tipo di test è il presupposto necessario per aumentare la sicurezza, dovrebbe contribuire a ridurre al minimo le infezioni o a prevenirle il più possibile. Grazie ad esso, possibili infezioni possono essere identificate immediatamente, proteggendo la salute delle persona con le quali si viene in contatto. In attesa delle linee guida chiare su tutto il territorio nazionale necessarie a rassicurare i Paesi stranieri e a invogliare i loro cittadini a scegliere l’Italia quale meta turistica, dobbiamo creare noi i presupposti per far ripartire il turismo nelle prossime settimane che, con ogni probabilità, sarà più “povero”, forse anche più breve, ma siamo ottimisti che grazie agli sforzi che tutti stanno facendo una stagione turistica invernale ci sarà» concludono i promotori turistici della valle.

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