Tampone e test sierologico per tremila gardenesi 

Il progetto. «Stabiliremo quanti sono venuti a contatto col virus e hanno sviluppato gli anticorpi» Test dal 26 maggio e primo quadro sugli asintomatici. Coinvolti l’Università di Innsbruck e l’Eurac

di Massimiliano Bona

Ortisei/selva. La val Gardena è stata - assieme ad Anterselva - una delle prime zone duramente colpite dal coronavirus. Ci sono stati parecchi morti ed è naturale e comprensibile che l’Asl voglia partire proprio da qui per vederci chiaro. Con la preziosa collaborazione del Laboratorio di virologia dell'Università di Innsbruck e dell’Istituto di Biomedicina dell’Eurac. Partirà, infatti, il 26 maggio un programma ad ampio raggio su circa 3 mila persone con test doppi di alta qualità (un tampone Pcr e un test sierologico). I sindaci della valle hanno assicurato «massima collaborazione».

Test a tappeto.

L’obiettivo di fondo - come ha spiegato ieri in una conferenza stampa . Michael Mian, ematologo dell'ospedale di Bolzano e responsabile dello studio – è quello di stabilire quante persone siano venute in contatto con il virus e abbiano sviluppato gli anticorpi. A Ortisei, come molti ricorderanno, sono già stati fatti test sierologici su iniziativa del noto albergatore Andreas Sanoner. E in quel caso, dopo la prima tranche, era emerso che la percentuale di soggetti con anticorpi al coronavirus oscillava tra il 48,5 e il 50%. Asl e Provincia con questo studio mirato vogliono scavare ancora più a fondo per avere in mano «percentuali realmente attendibili». I test si svolgeranno al Centro della Protezione civile di Santa Cristina.

Widmann: «Vogliamo una banca dati altoatesina».

«Il primo focolaio di infezione c’è stato prorprio in Gardena. Ma questo sarà solo un primo passo per creare una vasta banca dati. Abbiamo già ottenuto i primi risultati concreti grazie a una serie di approfonditi test sui collaboratori e sui volontari della Croce Bianca e Rossa».

La primaria Troi: alta qualità dei test e referti online.

I test, secondo Christina Troi, Primaria del Laboratorio dell'ospedale di Bressanone, offrono un'elevata qualità diagnostica. «Un tampone Pcr ci dice solo se un’infezione è in corso, ma non se il contatto col virus è già avvenuto nel caso in cui non venga rilevata un’infezione». Per Troi un test sierologico ha il vantaggio di fornire informazioni sulla presenza di anticorpi, ma non su un’eventuale infezione in atto. «La combinazione di entrambi i test ci fornisce un elevato valore diagnostico: non solo possiamo dire con certezza se la persona sottoposta al test è ancora infetta, ma anche se ha già contratto la malattia». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Dagmar Regele, direttrice del Dipartimento di prevenzione: «Testeremo anche le persone asintomatiche per stabilire quante persone, in un determinato luogo, siano realmente infette o abbiano già superato la malattia. Le persone testate potranno scaricare i referti online direttamente su asdaa.it».

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