Market contadino, commercianti all’attacco 

Il caso. Ricorso al Tar contro la struttura di vendita realizzata presso la rotatoria di ponte Mangione  L’Unione-Hds accusa il Comune di non aver risposto alle richieste di chiarimenti della Provincia 

Merano. Era nell’aria, è successo: la lettera è diventata ricorso. Le proteste dell’Unione commercio-Hds sul nuovo market contadino presso ponte Mangione a Sinigo approdano al Tar, spalancando la porta alla battaglia giudiziaria. Adesso la mossa tocca al Comune, accusato – su carta bollata – di inerzia.

Pronti e stop.

Da qualche settimana la nuova struttura è pronta. Sorge nel cuneo della rotatoria che fa da frangiflutti fra via Nazionale e via Roma, ufficioso confine fra Sinigo e Merano, dove si innesta la variante per Scena. Forse per Pasqua l’attività poteva aprire, prima che tutto venisse scombussolato dall’emergenza Covid-19. Ma da un punto di vista formale, ovvero legale, le cose procedono.

Quel nuovo edificio è destinato a ospitare la vendita di prodotti agricoli di un gruppo di masi. Qualche tempo fa a firma del presidente Philipp Moser l’associazione che rappresenta i commercianti, rappresentata dagli avvocati Federico Mazzei e Laura Polonioli, aveva inviato una lettera alla Provincia e al Comune per contestare l’iniziativa imprenditoriale. Il ricorso al tribunale amministrativo ne è naturale conseguenza. Chiama in causa in via diretta il Comune e coinvolge chi ha ottenuto la concessione edilizia.

Su verde agricolo.

Al Comune, in sostanza, il ricorso addebita una condotta inerte. Nessuna reazione pervenuta, quando ancora a dicembre la Provincia aveva sollecitato ufficialmente via Portici di verificare la regolarità della concessione edilizia che ha consentito – cifre fornite dalle carte – di realizzare una superficie di vendita da 285 metri quadrati dove prima sorgeva un chiosco da 20 mq. Il tutto su verde agricolo. E questo è il punto. Per legge “nelle zone con funzione agricola è consentita, nella misura strettamente necessaria per la razionale conduzione dell’azienda agricola”, la costruzione di fabbricati rurali per la vendita di prodotti. Già nella lettera inviata a Kompatscher e a Rösch, l’Unione aveva tirato per la giacca masi che, per motivare la richiesta di autorizzazioni per il progetto di Sinigo, avrebbero dichiarato di non avere spazi per la vendita. Una perizia condotta dall’agronomo Josef Rungger su commissione dei ricorrenti dimostrerebbe che le cose non starebbero esattamente in questi termini. E vengono chiamate in causa ipotesi di concorrenza sleale.

In attesa di risposta.

Alla sbarra c’è il comportamento del Comune. Il sidaco Paul Rösch si è già schierato in difesa dell’iniziativa dei contadini. Ma intanto la sollecitazione della Provincia, che aveva sollevato possibili risvolti problematici sul piano della legittimità delle norme urbanistica, è rimasta senza risposta. Il Tar, qualora accogliesse il ricorso, obbligherebbe il Comune a rispondere. Altrimenti toccherebbe a un commissario.