“Diversità è forza”, Simone Cristicchi al Muse Loop 

Contaminazioni circolari. Il musicista mercoledì sarà online Con lui anche il filosofo Luca Mori e il geologo Marco Avanzini



Trento. Dopo il primo appuntamento sui “Rifiuti che diventano utili”, con lo chef stellato Alfio Ghezzi e la fisica e divulgatrice scientifica Gabriella Greison, il palinsesto di “Muse Loop – Contaminazioni circolari” affronta il tema della responsabilità, del senso del limite e dell’esercizio alla positività per capire che ogni piccolo cambiamento nel nostro stile di vita può avere grandi ripercussioni per il futuro collettivo.

Titolo del secondo incontro, in programma mercoledì 18 novembre 2020 alle 18.30 sulla pagina facebook del Muse (qui il link per seguire la diretta), “Diversità e/è forza: cura di sé, cura degli altri, cura del mondo”. Un tema che Simone Cristicchi, in collegamento dal suo studio di Roma, affronterà insieme a Luca Mori, filosofo e formatore tsm|step Scuola per il Governo del Territorio e del Paesaggio,Marco Avanzini, responsabile della Sezione Geologia del Muse, e Filomena Castaldo, esperta della biofissazione intensificata della CO2 con le microalghe - Eni R&D.

Se Cristicchi, artista da sempre molto attento a problematiche sociali e ambientali, rifletterà sulla necessità di riconoscere le nostre fragilità e vulnerabilità e sull’importanza di avere cura degli altri, intervallando il suo intervento con alcuni dei suoi brani più belli, il filosofo Luca Mori e il geologo del Muse Marco Avanzini parleranno di come educare e educarsi a una nuova percezione dello spazio e del tempo di cui disponiamo. A un nuovo, e più attento, rapporto con il paesaggio in cui viviamo e agiamo. Un’urgenza a cui siamo tutti chiamati, in un’epoca (denominata Antropocene) in cui è in corso la Sesta estinzione di massa, innescata dal genere umano e caratterizzata dalla massiccia diminuzione della biodiversità globale, oltre che dalla rapida perdita di diversità culturali e linguistiche.

«Viviamo nell’epoca della grande soglia critica. Non abbiamo ancora imparato, come specie, a stare al mondo, ad usare il nostro potere, se per porci il problema del limite dobbiamo aspettare le catastrofi che arrivano dopo il superamento del limite», sottolinea Luca Mori, lanciando una provocazione. «È necessario – anticipa Marco Avanzini – imparare il rispetto della Terra, e considerare la cultura della conoscenza: conoscere per capire. Imparare dai nostri errori e dagli errori di chi ci ha preceduti. Solo così potremo utilizzare le risorse del pianeta in modo sostenibile e nello stesso tempo proteggerci dai rischi. Rispettare la Terra significa rispettare il ruolo dell’uomo. Rispetto è semplicemente quello che molti definiscono sostenibilità».L’appuntamento, in collaborazione con tsm|step Scuola per il Governo del Territorio e del Paesaggio, è moderato dalla giornalista Francesca Mazzalai.

















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