idroelettrico

Energia, acqua invece di carbone. Solo l'Alto Adige ha riassegnato le concessioni: è un modello nazionale

Il convegno a Bolzano. Gelmini: «La questione tornerà nel Consiglio dei ministri»



BOLZANO. Se gli attuali impianti idroelettrici fossero sfruttati meglio, si potrebbero chiudere tutte le centrali a carbone ancora presenti in Italia. Per riuscirci è però necessario un ammodernamento tecnologico, e questo dipende in primis dalla concorrenza. Mettendo a gara le concessioni già scadute e quelle in scadenza delle grandi centrali idroelettriche, si potrebbe raggiungere una situazione di concorrenza paragonabile a quella realizzata in Alto Adige nel 2005. E' quanto è emerso durante il convegno sul tema "L'idroelettrico e il suo potenziale di sviluppo in Italia" a Bolzano.

L'idroelettricità è considerata la fonte energetica rinnovabile più eco-sostenibile, e anche in Italia rappresenta la principale e più efficiente fonte energetica con una quota del 41%.

L'energia dall'acqua riveste inoltre una funzione fondamentale nella stabilizzazione della rete elettrica nazionale. In Italia tuttavia gran parte del potenziale non viene sfruttato a causa dei ritardi nell'ammodernamento delle strutture, è stato detto. Anche il presidente della Camera di commercio Michl Ebner, il rettore della Libera Università di Bolzano, Paolo Lugli, e la ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini hanno ribadito l'importanza dell'idroelettrico sia in Alto Adige sia nel resto d'Italia, il suo ruolo strategico nel settore delle energie rinnovabili e la necessità di un nuovo riassetto del settore. Gelmini ha ricordato che "negli ultimi mesi il governo ha affrontato più volte il tema delle concessioni idroelettriche, e lo metteremo nuovamente all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri. La materia è estremamente complessa e anche il quadro normativo presenta alcune contraddizioni".

Solo l'Alto Adige finora ha riassegnato le concessioni tramite gara d'appalto e pertanto si pone come un modello di riferimento, hanno ricordato anche Franco Frattini, presidente del Consiglio di Stato, e Antonio Lampis, direttore di ripartizione presso l'assessorato provinciale alla cultura italiana, ambiente ed energia. Per Frattini l'idroelettrico rappresenta un "fattore fondamentale per la produzione di energia nel rispetto delle esigenze ambientali". L'ingegner Paolo Pinamonti, presidente di "Vis Aquae - Energia dall'Acqua", ha ripercorso la storia delle concessioni idroelettriche a partire dal 1933. "Da parecchi decenni sono gestite sempre dagli stessi concessionari, che purtroppo non hanno alcun interesse o necessità ad effettuare adeguamenti tecnologici poiché le concessioni vengono sempre rinnovate tacitamente oppure non vengono rimesse in gara", ha detto. "In questo modo gli impianti non solo sono invecchiati ma non sono mai stati migliorati. Con il risultato che oggi queste centrali idroelettriche producono fino al 30% in meno delle loro potenzialità", ha spiegato Pinamonti. "Se nel resto d'Italia si seguisse questo esempio rinnovando le centrali idroelettriche esistenti come è stato fatto a Bolzano, la maggiore quantità di energia prodotta permetterebbe di chiudere tutte le centrali a carbone presenti sul territorio nazionale", ha concluso Pinamonti

















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