SPORT

Il sogno a stelle e strisce del rivano Daniele Proch sta diventando realtà

Sognando la California. Ma anche il Texas, la Florida, New York o Washington. Di strada ne ha fatta tantissima Daniele Proch, che quattro anni or sono ha spiccato il volo verso gli States e, forse, una carriera da professionista nella Major League Soccer

Sognando la California. Ma anche il Texas, la Florida, New York o Washington. Di strada ne ha fatta tantissima Daniele Proch, che quattro anni or sono ha spiccato il volo verso gli States e, forse, una carriera da professionista nella Major League Soccer. Già, per l’appunto, la Mls, il calcio d’Oltreoceano, la nuova frontiera occidentale del pallone: un campionato che, nell’ultimo decennio, ha attirato (per soldi, ma anche per il fascino Usa, indiscutibile) tantissimi campioni che hanno fatto la storia del calcio mondiale. L’ultimo? Zlatan Ibrahimovic, che ha appena lasciato i Los Angeles Galaxy per far ritorno al Milan dopo due stagioni da “urlo” in California.

Oggi c’è un solo italiano che milita in Mls, il portiere Vito Mannone, estremo difensore del Minnesota United dopo una buonissima carriera in Inghilterra tra Premier League e Championship. Ebbene, da giovedì un altro italiano potrebbe sbarcare in Mls: Daniele Proch, da Riva del Garda.

Il motivo è semplice: il 23enne attaccante di Riva del Garda ha completato il proprio percorso di studi alla Duke University in North Carolina e si è dichiarato “eleggibile” (ovvero disponibile) per il draft 2020, in programma giovedì a mezzogiorno (ora americana: in Italia saranno le 18), nel corso del quale le 26 franchigie che parteciperanno al prossimo campionato potranno selezionare i giovani atleti “disponibili”.

Cosa è il draft? È il sistema di scelta degli atleti da parte delle franchigie (in italiano: società professionistiche), adottato negli sport di squadra nel Nord America. Gli atleti da selezionare (gli “eleggibili”) sono senza contratto e provengono dalle leghe universitarie - come nel caso di Proch -, amatoriali o estere.

Ogni franchigia ha disposizione una scelta (“pick”) e l’ordine è stabilito mediante un sorteggio, in base ai risultati conseguiti nell’ultima stagione. L’esempio pratico è rappresentato dal draft in programma tra qualche giorno: ad aprire il “giro” di scelte sarà l’Inter Miami (la società di proprietà di David Beckham) e poi toccherà al Nashville Sc, entrambe realtà esordienti in Mls (che è campionato senza retrocessioni).

Le 26 franchigie avranno a disposizione quattro scelte: i siti specializzati raccontano che, tra gli atleti eleggibili, per Proch la scelta dovrebbe arrivare già nel corso del primo “giro”, ovvero tra i cosiddetti “top”.

“La speranza è prima di tutto di essere scelto - racconta il 23enne ex Alto Adige e Dro (per lui 57 presenze e 7 reti in serie D dal 204 al 2016 con i gialloverdi) - e, dunque, di poter entrare nel mondo Mls, svolgere il camp (il ritiro precampionato), convincere lo staff tecnico e guadagnarmi il contratto da “rookie” (matricola) per intraprendere un percorso da professionista dopo quattro anni in cui ho fatto molto bene nell’Atlantic Coast Conference una delle “major” del NCAA, la lega sportiva universitaria degli Stati Uniti”.

Ecco, per l’appunto. Ad agosto 2016 Proch si è trasferito stabilmente negli Usa al Catawba College, dove ha intrapreso il proprio percorso di studi, militando contemporaneamente nella squadra di calcio (soccer) del college in Seconda Divisione.

Dopo una sola stagione le sue prestazioni sportive (e un rendimento scolastico all’altezza) gli sono valsi la “chiamata” della prestigiosa Duke University, realtà conosciuta soprattutto per la squadra di basket ma che investendo parecchio anche in ambito calcistico. I Duke Blue Devils sono una delle formazioni più importanti della pallacanestro a stelle e strisce: basti pensare che la prima scelta del draft Nba 2019, l’ala grande Zion Williamson, arriva proprio dalla Duke University e oggi milita nei New Orleans Pellicans e pure il terzo scelto al primo giro, R.J. Barret (in forza ai N.Y. Knicks) arriva dallo stesso ateneo frequentato da Proch.

Che, della formazione di soccer, era il bomber e l’elemento decisamente più rappresentativo.

“Ovviamente all’interno della Duke - prosegue - il basket è una “religione” e non è nemmeno paragonabile al calcio. Personalmente sono veramente soddisfatto del mio percorso: nella scorsa stagione ho realizzato 11 reti e fornito 4 assist mentre, in quella conclusa da poco, ho segnato 12 gol con 5 assist. Al termine del campionato ho partecipato a diverse “combine”, ovvero una sorta di “concentramenti” promossi dalla Mls e dalle società, ai quali vengono invitati i migliori atleti della lega universitaria. L’obiettivo? Senza dubbio quello di potermi giocare le mie chance in Mls, diversamente prenderò in considerazione l’ipotesi di trasferirmi in Europa per provare lì la carriera da professionista. Il titolo di studio l’ho conseguito e in un realtà prestigiosa come la Duke (in “Policy journalism and media studies”) e, dunque, adesso voglio inseguire il sogno di giocare a calcio”.

Il trasferimento negli Stati Uniti è arrivato dopo una scelta ragionata, dopo aver “assaggiato” la serie D con il Dro.

“Certo - conclude nel proprio racconto - e il mio obiettivo primario era quello di abbinare studio, calcio a determinate “condizioni”. Nel corso di questi anni, grazie alle prestazioni sportive, ho potuto usufruire di cospicue borse di studio, che mi hanno permesso di studiare e giocare alla Duke la cui retta annuale, altrimenti, si aggirebbe attorno ai 75mila dollari. Sono assolutamente soddisfatto: non avrei potuto fare scelta migliore.

L’Italia e il Trentino? Mi mancano, ovviamente, così come mi manca la famiglia, ma per tornare c’è sempre tempo e, adesso, voglio inseguire quest’obiettivo qui. Quando sono partito la “Busa” mi stava decisamente stretta”.

E, allora, sognando la Mls Daniele Proch incrocia le dita: chissà che un altro italiano, un trentino, non possa sbarcare nella massima serie americana. Dove? Qualche giorno e se ne saprà di più.

©RIPRODUZIONE RISERVATA