VADENA. I 70 anni della Polizia stradale sono un traguardo importante che deve necessariamente essere rapportato con il sempre crescente impegno nella salvaguardia della sicurezza stradale che il corpo porta avanti con costanza nell’attività quotidiana e in quella di sensibilizzazione.

Per questo motivo all’interno delle iniziative per i festeggiamenti dell’anniversario trova spazio il convegno “La prevenzione degli incidenti stradali: strumenti normativi e soluzioni tecnologiche» in programma mercoledì 6 dicembre al “Safety Park”, il centro di guida sicura di Vadena, alle porte di Bolzano.

Un convegno moderato dal direttore del quotidiano Alto Adige Alberto Faustini alla presenza del dirigente del compartimento della Polizia Stradale per il Trentino Alto Adige e Belluno Costantino Capuano, dell’assessore provinciale alla scuola, formazione e cultura ladina Florian Mussner e del sostituto procuratore della Repubblica di Bolzano Andrea Sacchetti. Si spazierà dall’illustrazione della normativa sull’omicidio stradale, passando per le innovazioni normative in tema di sicurezza della circolazione fino alla presentazione dei dati Astat riferiti all’incidentalità stradale in Alto Adige. Dati che confermerebbero il trend degli anni passati che vede tra le principali cause di incidenti la distrazione dovuta sempre più all’uso dei cellulari durante la guida. Il convegno cercherà di mettere in luce il lavoro di sensibilizzazione che grava anche sulla Polizia stradale e che mira a rendere più consapevoli i guidatori di tutte le età. Il problema sempre più è la superficialità che si ha spesso e volentieri quando si è alla guida o si percorre una strada a piedi, in bici, in moto e che porta a distrarsi facilmente aumentando il rischio di incidenti.

Incidenti che possono essere mortali e che oltre al fattore umano dei parenti e sopravvissuti di fronte alla perdita del proprio caro (valore inestimabile) incidono sul costo sociale. Un termine di paragone freddo, quest’ultimo, ma che aiuta a capire l’entità della problematica. Si stima infatti che in Italia, con una media di 10 morti al giorno il costo sociale annuo ammonti a circa 24 miliardi di euro. (l.o.)

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