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VADENA. Anche il Comune di Vadena, come ha fatto Bronzolo durante la fase del commissariamento straordinario ha aderito allo Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Il Comune di Laives invece ha optato per il centro di accoglienza (Cas) allestito dalla Provincia in zona industriale, dove sono ospitati una sessantina di rifugiati. In base a questa adesione - spiega Alessandro Beati, primo cittadino di Vadena - qui da noi arriveranno quattro persone. Abbiamo già individuato l'alloggio dove sistemarle e la Comunità comprensoriale a sua volta ha anche incaricato la persona che li dovrà seguire e gestirà il progetto. Adesso quindi occorrerà prima di tutto sistemare questo appartamento e poi potranno arrivare i quattro destinatari. Oggi abbiamo una riunione in Comunità comprensoriale dove verrà anche dato il via al progetto di accoglienza». A proposito, il sindaco di Vadena lancia anche un appello: «Noi sistemeremo l'alloggio individuato per ospitare i 4 profughi - dice Beati - ma avremmo bisogno anche di arredarlo quel minimo che serve per viverci dignitosamente e quindi, lancio un appello a tutte le persone di buona volontà che abbiano magari dell'arredamento che non usano più. Ci servono quattro letti, quattro armadi e quattro comodini e poi anche stoviglie, lenzuola e cuscini; magari una lavatrice e un televisore. Chi può regalare qualche cosa basta che chiami il Comune di Vadena per mettersi in contatto con noi chiamando il numero 0471/594847 o 594849».
Due sono le possibilità di scelta che si possono adottare per l'accoglienza dei profughi. A Laives si è optato per il "Cas", vale a dire un centro per la realizzazione del quale, il Comune non spende un centesimo. Lo Sprar invece garantisce meno arrivi di profughi (3,5 ogni mille abitanti) ma prevede un coinvolgimento del Comune anche nella gestione, alla quale partecipa per il 5 per cento della spesa. Il resto invece rimane appannaggio della Comunità comprensoriale, compresi i rapporti con il ministero e il personale necessario per seguire questi ospiti. Con lo Sprar è il Comune aderente ad impegnarsi per trovare gli alloggi necessari al umero di profughi in arrivo, che possono essere singoli individui o famiglie.
Due sono le possibilità di scelta che si possono adottare per l'accoglienza dei profughi. A Laives si è optato per il "Cas", vale a dire un centro per la realizzazione del quale, il Comune non spende un centesimo. Lo Sprar invece garantisce meno arrivi di profughi (3,5 ogni mille abitanti) ma prevede un coinvolgimento del Comune anche nella gestione, alla quale partecipa per il 5 per cento della spesa. Il resto invece rimane appannaggio della Comunità comprensoriale, compresi i rapporti con il ministero e il personale necessario per seguire questi ospiti. Con lo Sprar è il Comune aderente ad impegnarsi per trovare gli alloggi necessari al umero di profughi in arrivo, che possono essere singoli individui o famiglie.


