LA TRAGEDIA

Bidello morto nella palestra della scuola, aperta l'inchiesta

Maurizio Socin, 60 anni, è stato trovato esanime nel tardo pomeriggio di mercoledì alle "Archimede" di via Roen. Era morto ormai da alcune ore. L'autopsia dovrà chiarire se la causa del decesso sia un malore o una perdita di equilibrio mentre si trovava sulla sedia da arbitro usata come scala. Un ex giocatore di basket che era ancora in grande forma

BOLZANO. Due le ipotesi: che sia caduto dal seggiolone da arbitri sul quale era salito per un improvviso malore o che abbia più semplicemente perso l’equilibrio dopo essere salito sulla struttura utilizzandola come scala.

Sarà l’autopsia, disposta ieri dalla magistratura, a stabilire le cause della morte di Maurizio Socin, il bidello trovato nel tardo pomeriggio di mercoledì sul pavimento della palestra delle scuole Archimede di via Roen. 

È presto dire se per la tragedia possano essere individuate possibili responsabilità di carattere colposo. Ma gli accertamenti della Procura dovranno necessariamente affrontare anche questo aspetto della vicenda chiarendo in primo luogo se l’intervento di Maurizio Socin in palestra rientrasse nelle sue mansioni e se tutto fosse stato predisposto per evitare possibili incidenti.

L’autopsia sarà anche necessaria per stabilire l’ora presunta della tragedia. Il corpo del bidello è stato rinvenuto privo di vita nella palestra da alcuni componenti di un’associazione sportiva dilettantistica che aveva prenotato un paio d’ore di allenamento. Maurizio Socin era morto ormai da alcune ore.

Nel corso della prima ispezione cadaverica, il medico d’urgenza ha infatti rilevato che era già subentrata la cosiddetta “rigor mortis”, cioè la rigidità della morte. E’ uno dei segni riconoscibili della morte ed è identificata dalla rigidità muscolare del cadavere.

Pare che Maurizio Socin sia stato visto in vita l’ultima volta poco prima di mezzogiorno. Dunque la tragedia sarebbe avvenuta tra mezzogiorno e le tre del pomeriggio. Non è ancora chiaro cosa effettivamente sia accaduto.

 

Socin era un "gigante buono". Nonostante i suoi 60 anni, con il suo metro e 98 di altezza era sempre stato un omone, ma soprattutto era ancora un signor atleta, in formissima; dopo tanti anni nel basket ancora andava assiduamente a correre e praticava ad alto livello le arti marziali.