Bus Sasa a idrogeno, spesi oltre 11 milioni 

L’assessore Mussner: basta metano, in futuro solo mezzi elettrici. Intanto però si compreranno altri 38 autobus a gasolio

di Davide Pasquali

BOLZANO. Inquinano niente, però costano tantissimo. Sono i bus a idrogeno. Per i cinque mezzi in servizio in città, in quattro anni si sono spesi oltre 11 milioni di euro. Costa acquistarli, soprattutto costa mantenerli: circa sei volte un bus a gasolio. Nonostante ciò, se ne aquisteranno altri 12. Scelta di bandiera, forse comprensibile. In futuro l’intenzione è di puntare tutto sull’elettrico, mettendo totalmente da parte non solo la nafta ma pure il metano. Intanto, però, l’estate scorsa Sasa ha acquistato cinque vecchi mezzi a gasolio di seconda mano e adesso se ne compreranno altri 38 nuovi di zecca. È la complessa realtà del servizio pubblico cittadino, che si evince leggendo un’estesa risposta tecnica ad una particolareggiata interrogazione presentata alla giunta provinciale dalla consigliera provinciale Elena Artioli (A-Team). Presentazione ai primi di gennaio, inusuale risposta di lunghissimo periodo, a fine agosto. Evidentemente la materia è complessa. Ecco le spiegazioni di Mussner: i costi complessivi sostenuti per i 5 bus a idrogeno del progetto Chic al 31 dicembre 2017 ammontavano a 11.382.065 euro, 4.014.186 finanziati dalla public private partnership denominata Fuel Cells and Hydrogen Joint Undertaking (FCH JU) - il cui membro pubblico è la Commissione europea - ma il resto lo ha pagato la Provincia: 7.367.879 euro. Il contratto, inizialmente in scadenza nel 2018, è stato prorogato al 2020 e comunque i veicoli resteranno in servizio sino alla fine del loro ciclo di vita. Il costo chilometrico attuale risulta elevatissimo. A fine 2017 i cinque mezzi avevano percorso 930.424 chilometri. Fa notare Mussner: risparmiando circa 1.115 tonnellate di CO2. Bene, però c’è da considerare che il costo medio per l’idrogeno ammonta a 0,94 euro al chilometro, mentre la manutenzione, in media, costa 2,68 euro a chilometro. Sommando, fanno 3,62 euro al chilometro. Per capire, si deve confrontare col costo complessivo al chilometro per il resto dei mezzi: 0,63 euro per i bus Sasa a metano, addirittura 0,58 per quelli (molti dei quali assai datati) a gasolio. Tradotto, tolto l’alto costo di acquisto, il bus a idrogeno costa sei volte di più. Nonostante ciò, la Provincia, con un nuovo progetto denominato Jive, ne acquisterà altri dieci da 12 metri più altri due da 18 metri. Verranno usati da Sasa e forse anche altrove. Per ora, si sa solo che l’Ue contribuirà poco: 190.000 euro a bus. La centrale di produzione dell’idrogeno di Bolzano è in grado di produrre carburante a sufficienza. Motivo per cui, al momento in provincia non si è deciso di realizzare altri centri di produzione. Tornando a Sasa: volendo fare le cose per bene, ad oggi si dovrebbero sostituire almeno 70 vecchi bus, meglio se 100. Secondo i programmi, nonostante il Piano Clima preveda che la flotta urbana nel 2025 sia costituita solo da bus elettrici, a metano e a idrogeno, ora l’intenzione è di acquistare 38 bus a gasolio. Serve una tecnologia ponte a basso impatto ambientale che permetta di rinnovare la flotta fino alla sua totale conversione all’elettrico. I diesel Euro 6 sono considerati mezzi a basso impatto ambientale e costituiscono la miglior scelta considerando il rapporto qualità/prezzo. Il metano, nonostante altrove ci si investa ancora, in futuro verrà abbandonato, perché gli unici mezzi a zero impatto ambientale sono elettrici. Rimane ancora da capire per quale motivo nel 2017 Sasa abbia acquistato in Svizzera 5 vecchi bus usati da 18 metri, risalenti al 2011, con in media 520 mila chilometri percorsi (a bus!). Spiega Mussner: c’era urgenza. Troppo lunghi i tempi di una gara per bus nuovi, magari a metano. E non si esclude possa risuccedere...

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