BOLZANO. Una via quasi esclusivamente residenziale, relativamente tranquilla, dunque da sempre piuttosto ambita per abitarci, ma comunque molto frequentata per la presenza del centro emodialisi, del laboratorio analisi, e ancor più delle scuole medie Foscolo e, poco oltre, del liceo scientifico Torricelli. Molto frequentata anche perché il senso unico la vede unica protagonista dell’uscita delle auto dal garage dell’Eurospar all’ex Fiera di via Roma. Questo, per dire che via Novacella è molto frequentata. Ci passano in molti, tutti i santi giorni, i più in bicicletta, con tutto il tempo per buttare un occhio a destra e a sinistra. E indignarsi. Questi molti, oltre ai residenti, pensano tutti, nessuno escluso, che è giunta l’ora di far qualcosa. Perché oltre la sua metà, la strada è ridotta in uno stato di abbandono e degrado come nessun’altra via residenziale di Bolzano, se si fa forse eccezione con l’inizio di via Vittorio Veneto, con l’ormai famigerato civico 5 di proprietà del Comune che casca letteralmente a pezzi.

Stiamo parlando di via Novacella e di due edifici con annesse pertinenze, l’uno ex proprietà del complesso della Visitazione (o complesso conventuale di Mariaheim che dir si voglia), l’altro dell’aeronautica militare. Stanno quasi di fronte uno all’altro. Abbandonati, brutti, fonte di pericoli.

A sinistra scendendo, il lungo edificio, un piano solo, rialzato. Erano in passato le scuderie del convento, utilizzate poi come laboratori, uffici, studi tecnici, abitazioni. Alcune porte cementate, altre sbarrate da tavole di legno. Per evitare che qualche ragazzino si faccia del male cadendo di sotto, si sono erette delle reti metalliche. Da anni, probabilmente decenni, nessuno ripulisce. Strati di foglie autunnali, vegetazione spontanea che ha invaso tutto, strati di muschio alti così sul tetto, di recente sono (ri)fioriti innumerevoli graffiti.

Dall’altra parte della strada, l’edificio dell’aeronautica ormai non si vede nemmeno più, letteralmente nascosto dalla vegetazione spontanea, talmente rigogliosa da impedire il passaggio. Non impedisce però agli incivili di buttarci rifiuti di ogni genere, dai sacchetti di immondizia ai lucchetti tagliati nel corso di un furto di bicicletta, dai bastoncini da sci ai resti di incontri amorosi notturni, attaccapanni, alberi di natale seccati. Chissà per quale motivo, solo pochi anni fa, il tetto venne bonificato dall’amianto e rifatto ex novo. Pur sapendo che nessuno sarebbe mai più andato a viverci. Chissà poi che fine avrà fatto il progetto proposta idea del rione di far passare l’area prima alla Provincia e poi al Comune, per farci qualcosa di utile e soprattutto di decente. C’era ancora Durnwalder presidente, quando si erano avviate le trattative...