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CORTACCIA. Grande commozione a Cortaccia, con larghissima partecipazione di fedeli, per i funerali di Matthias Terzer scomparso improvvisamente per una emorragia cerebrale. Avrebbe compiuto 49 anni il 4 ottobre prossimo, e lascia, sconvolte dal dolore, soprattutto quattro donne: Evelin, la moglie che lavora alla casa di riposo di Cortaccia, le due figliolette Emma e Hanna di 12 e 11 anni e la mamma Waltraud. Era anche fratello di Andreas, presidente della sezione dell’Alpenverein di Cortaccia e Magré, oltre che di Klementine e di Sabine. Matthias era conosciuto ed apprezzato da tutto il mondo agricolo della Bassa Atesina. Soprattutto perché conduceva con due suoi collaboratori, Gottfried di Montagna e Robert di Egna, una avviata officina meccanica specializzata in riparazioni di macchine agricole, a Breitbach, vicino al campo sportivo del paese, una località all’inizio della salita che porta a Cortaccia.
Da moltissimi agricoltori era considerato il loro angelo custode. Perché Matthias Terzer, vivendo in un paese rurale e conoscendo le problematiche che spesso si accaniscono sui coltivatori della terra, ad ogni loro richiesta d’aiuto, lui correva, giorno o notte e faceva di tutto per rimettere in moto nel più breve tempo possibile, l’uno o l’altro mezzo agricolo. Anche perché, alle volte, bastano poche ore di ritardo, specie nel campo dei trattamenti antiparassitari, per diffondere gravi infezioni alle colture. Matthias aveva aperto la sua officina a Breitbach nel 2009. Aveva imparato meccanica presso lo zio, Heini Cassar, titolare dell’officina «Autoclinik»; poi si era specializzato in mezzi agricoli in una ditta alla zona industriale di Cortaccia e presso Sanoll. Quindi aveva deciso di aprire la sua officina proprio vicinissimo a quella dell zio Heini.
Terzer aveva quattro grandi passioni: la sua famiglia, il suo lavoro (a volte i vicini lo sentivano aprire la saracinesca alle 4 del mattino), la montagna (era socio dell’Alpenverein e con il fratello Andreas partecipava a moltissime e impegnative escursioni) e la corsa. Era così affascinato dalle mezze maratone che si allenava anche di notte, dopo il lavoro per essere preparato al via delle gare in regione a cui partecipava con la casacca del Laeufer Sarentino. Matthias era anche un uomo generoso: aveva predisposto che alla sua morte fossero donati gli organi. Così è stato fatto con il consenso dei familiari.


