BOLZANO

Uniti per sempre: muore pochi giorni dopo la moglie 

Eugenio Stefani se n’è andato dopo la moglie Angela Lanaro. Lutto nell’Anpi: «Lalla era un pezzo della nostra storia»

BOLZANO. Lui novanta anni, lei ottantatré. «Me ne andrò prima io», diceva Eugenio agli amici. Ma è morta prima Lalla. E il marito l’ha seguita sette giorni dopo.

È la storia di una coppia. Ed è la storia di un pezzo del Novecento di Bolzano, della guerra, la Resistenza, la solidarietà e lo stare insieme. La settimana scorsa è morta Angela Lanaro, «Lella» per tutti. Era una delle colonne dell’Anpi di Bolzano. Ai funerali c’era il marito Eugenio Stefani, acciaccato per l’età, ma tutto sommato in forma. Con gli amici e i parenti ha parlato della sua Lalla, una vita insieme. È tornato a casa, pochi giorni dopo è morto.

Stefani era un geometra. La professione lo ha portato per diversi anni in Africa, dove lavorava in cantieri di grandi opere. Prima della pensione, rientrato a Bolzano, ha continuato a lavorare in una impresa di costruzioni. Angela Lanaro era un insegnante, ma negli anni dell’Africa aveva seguito il marito. «Ed Eugenio accompagnava Lalla nelle sue attività con l’Anpi», racconta l’ex presidente Lionello Bertoldi. All’Anpi, riferisce il presidente Orfeo Donatini, c’è grande commozione per la morte dei due amici.

Angela Lanaro era cresciuta in una famiglia in cui la Resistenza si era intrecciata con i destini personali. Il padre di Lalla, Giovanni Lanaro, era un partigiano e un operaio della Feltrinelli nella zona industriale di Bolzano. Amico, compagno nella resistenza, collega di lavoro era Gerolamo Meneghini, che venne arrestato dai nazisti dopo Manlio Longon, e spedito in campo di concentramento. Meneghini era uno dei «sette di Gusen». Caricato sul treno diretto al Lager il 1 febbraio 1945, Meneghini riuscì a fare cadere un biglietto. Affidava agli amici il figlio, Luigi. E così fu. Meneghini non tornò da Gusen. Giovanni Lanaro accolse in casa Luigi, ne fece un figlio. E Lella Lanaro crebbe con questo fratello adottivo.

Negli anni Angela Lanaro ha speso molto tempo per l’Anpi. Se c’era da organizzare un incontro nelle scuole, era sempre disponibile. Ricorda Bertoldi: «Lalla mi parlò del fratello adottivo Luigino Meneghini , ma lo conobbi solo viaggiando con tutti a trovare il padre Gerolamo a Gusen. Quando leggeva la lettera di Gerolamo Meneghini, laggiù sul binario da dove era partito, aveva occhi scintillanti e la sua voce tremante entrava in ogni cuore. Lo fece tante, tante volte . Il giorno della Memoria o il 25 aprile la trovavi davanti alla tomba di Longon e al ricordo dei sette di Gusen. Era insieme a Jerta e Jole, figlie di Ferrari e di Beretta . Loro hanno mantenuto lucido e lucente quel ricordo». Eugenio Stefani ha condiviso con la moglie il tempo dedicato all’Anpi. Non avevano figli, raccontano gli amici, erano molto legati. «Dopo sette giorni ha raggiunto la sua cara Lella», lo salutano i familiari nel necrologio. (fr.g.)