MAGRÈ. Dopo i bandi per i lavori, a gennaio saranno firmati i contratti e subito dopo il via all’opera: stiamo parlando del risanamento della cosiddetta “Casa del custode”, l’edificio ora cadente, che apparteneva al grande complesso della residenza dei conti Salvadori-Crivelli ma ora di proprietà del Comune. Il fabbricato, sulla base del progetto dell’ingegner Enrico Pedri, diventerà sede del gruppo giovanile del paese ma anche, nel piano terra, un moderno laboratorio per la lavorazione dell’argilla da parte dei disabili ospitati nei centri di Salorno e Cortaccia.

Le tempistiche per la ristrutturazione della sono state comunicate nel corso del Consiglio comunale. Si è parlato anche di cifre: l’opera costerà 739 mila euro, di cui 271 mila la sede dei giovani e 468 mila il laboratorio disabili. Se quest’ultimo importo sarà totalmente a carico della Provincia, l’onere per il piano destinato ai giovani sarà ripartito per il 70% per l’ente Provincia e il 30% ricadrà sulle spalle del Comune. Vi è però una precisazione da fare: per 30 anni l’area dello stabile occupato dai disabili sarà di loro proprietà, quindi, trascorso questo termine passerà nelle mani dell’amministrazione comunale. È previsto anche che all’interno della Casa ristrutturata troverà anche posto una toilette pubblica. Giovani e disabili saranno quindi presto accontentati. L’opera potrebbe essere ultimata fra poco più di un anno. I giovani sono anni che aspettano un luogo per trovarsi, per ascoltare musica, per ballare, per giocare. Ultimamente l’amministrazione comunale di Magré aveva trovato una sede, guarda caso proprio vicinissima all’edificio che verrà ristrutturato e quindi ceduta ai ragazzi.

Il fabbricato in questione, attualmente in stato di quasi abbandono, si trova a pochi passi dal cosiddetto “palazzo”, residenza dei conti quando arrivavano, da Trento o da Pergine, a Magré dove erano proprietari di molti ettari di campagna, dopo la fine della seconda Guerra Mondiale, allora coltivati prevalentemente a grano e a mais. Di meli nemmeno l’ombra. Nella “Casa del custode” viveva proprio il custode, la famiglia di Mario Eccher, che aveva il compito di sorvegliare gli immobili e accudire l’orto e il giardino. Quando arrivavano i “siori”, la signora Elvira doveva accendere il fuoco nelle stufe dell’alloggio, se era inverno. Poi, deceduti i conti, gli eredi cedettero tutta la proprietà al Comune di Magré per un importo simbolico. E così il “palazzo” divenne la scuola elementare, le stalle e i magazzini, furono trasformati in palestra e centro culturale “Karl Anrather”, biblioteca, ambulatori medici e alloggi per anziani. I custodi se ne andarono in Trentino, in Valsugana se non andiamo errati, e la casa fu lasciata nel più completo abbandono. Ora quindi il Comune ha deciso di restaurarla. (b.t.)