«Smart City», un progetto a misura di disabile 

Incarico alla cooperativa “independent L.” e alla società Frauenhof Italia Dovranno elaborare un piano di azioni calibrato sulle fasce più deboli

MERANO. «Non è la mancanza di funzionalità che determina l’handicap o situazioni di disagio, bensì quanto ci circonda». «Nel percorso iniziato per rendere Merano una smart city, oltre che digitale la città deve essere inclusiva. Smart per tutti». «La politica non deve pensare solo a migliorare la condizione di questa generazione, ma ha l’obbligo di intervenire anche a favore di quelle future». È in queste tre affermazioni, rispettivamente di Enzo Dellantonio presidente della cooperativa independent L. (punto di riferimento per tutte le persone con disabilità motorie), di Diego Zanella, assessore municipale all’innovazione, e del sindaco Paul Rösch che si incardina il nuovo impegno dell’amministrazione in chiave “città intelligente”. Su incarico del Comune, un team composto da esperti di independent L. e della società Frauenhofer Italia (organizzazione di ricerca no profit) produrrà una sorta di studio di fattibilità sulle “esigenze digitali” della popolazione. Anche in questo caso la giunta punta sulla condivisione e dunque attraverso workshop e altri strumenti di indagine i meranesi saranno stimolati ad esprimere le proprie necessità. Con particolare attenzione alle fasce deboli, identificando dunque soluzioni anche per individui con disabilità fisiche e anziani. Per l’incarico sono stati stanziati 38.500 euro.

«Al progetto smart city, di lunga gittata, stiamo lavorando da circa un anno e non si tratta solo di parole ma anche di interventi concreti» ha evidenziato Zanella introducendo l’iniziativa. «Una città intelligente è una città sostenibile, che risparmia energia, digitale. Il lavoro sull’illuminazione pubblica è un esempio: abbiamo iniziato a sostituire i punti luce sulle strade sostituendoli con lampioni a led, gli ultimi cento che presto diventeranno 500 sono dotati di sistema LoRa a bassa emissione che gradua l’intensità della luce in base alle necessità ossia alla presenza di persone e veicoli. In tre anni, anche grazie ai contributi provinciali, contiamo di estendere i led a tutto il territorio comunale pubblico dove sono presenti 6000 punti luce. Altro esempio: nel risanamento di via Wolf abbiamo posato la fibra ottica e così ora faremo nelle strade interessate da interventi a Maia Alta». Un settore, questo, dove c’è ancora molto da fare «ma intanto abbiamo intrapreso la via. A ogni modo nel progettare la città del futuro dobbiamo tenere conto delle esigenze di tutti, dunque anche e soprattutto delle persone più deboli: con questa ultima iniziativa indossiamo gli occhiali della “fragilità”».

Independent L., impegnata da oltre vent’anni nel promuovere una vita autonoma e la mobilità delle persone con disabilità, fornirà le sue conoscenze e la sua esperienza. «Con questo incarico – ha specificato Enzo Dellantonio – svolgeremo un’analisi del fabbisogno ed elaboreremo un piano di azioni con interventi concreti nei diversi settori». Seminari e incontri con tutte le parti interessate – ente pubblico, istituzioni, associazioni, gruppi economici, cittadini – serviranno allo scopo.

«Allargando il raggio del discorso – ha aggiunto l’assessore Zanella - abbiamo cominciato a realizzando la nostra visione di una città sostenibile. Con il progetto Mestech vogliamo appoggiare, nei prossimi due anni, la creazione di nuove iniziative imprenditoriali (startup innovative) e lo sviluppo di idee per l'innovazione nelle imprese già esistenti. L’obiettivo è rendere il terreno meranese sempre più fertile per le aziende e più vivibile per i cittadini. Intendiamo coinvolgere tutti e garantire a tutta la popolazione residente la possibilità di condividere i processi decisionali». (sim)

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