Niederkofler arriva al top Al St.Hubertus i 5 cappelli 

Pioggia di successi per la ristorazione altoatesina: nuove promozioni da Terra a Siriola passando per In Viaggio. In crescita i giovani chef

di Angelo Carrillo

BOLZANO. Torna la Guida ai ristoranti dell'Espresso con la sua edizione 2019 - la quarantunesima – all’insegna di molte novità, presentate a Firenze dal direttore Enzo Vizzari, tra cui l’ennesimo successo per la ristorazione altoatesina e una conferma per quella trentina. Il massimo riconoscimento, i cinque cappelli, va, infatti, quest’anno a Norbert Niederkofler, pluripremiato chef del ristorante St Hubertus di San Cassiano in Val Badia che mette un altro tassello ad un anno di grazia cominciato nel 2018 con l’assegnazione della terza stella Michelin. Pioggia di Cappelli anche per molti altri ristoranti altoatesini. Blasonati e meno. A partire dai 3 cappelli conquistati da Terra dei fratelli Schneider in cima alla Val Sarentino e da Matteo Metullio, chef del ristorante Siriola di Ciasa Salare a San Cassiano.

Anche il Trentino conquista i tre cappelli con i suoi due ristoranti più famosi e celebrati, Locanda Margon dello chef Alfio Ghezzi e El Molin di Alessandro Gilmozzi. Al gradino inferiore, ma sempre ad altissimi livelli, co due cappelli, il ristorante gourmet Einhorn del Hotel Stafler a Mules in Valle Isarco, il ristorante Jasmin di Martin Obermarzoner, La Trenkerstube del Hotel Castel, Johannesstube di Nova Levante, L’Anna Stuben del Hotel Gardena e poi, con un ingresso sprint, il bellissimo In Viaggio, il nuovo ristorante gourmet di Claudio Melis a Bolzano, aperto poco più di un anno fa, vicino al bistrot Kaiserkron che di cappelli ne mantiene uno (quindi tre in tutto). Meritato riconoscimento anche al Kuppelrain di Castelbello al ristorante Zur Rose di Herbert Hintner, sempre ai massimi livelli, e, assolutamente meritato a Burkhard Bacher della Kleine Flamme di Vipiteno con il suo originale mix di cucina Thai e italiana. Numerosa anche la pattuglia di ristoranti con un cappello tra cui emergono diverse novità e cuochi giovani. Oltre ai già famosi Tilia, Zum Loewen, Sissi, Schöneck, Stüa di Michil, e la Passion, confermano il cappello anche Bad Schörgau, nonostante la recente uscita dello chef Egon Heiss, Unterwirt, Culinaria di Tirolo, Hidalgo, L’Alpenroyal e il ristorante Suinson del Hotel Tyrol. Tra i giovani Manuel Astuto del Hotel Laurin, Mattia Baroni di Castel Flavon, Stephan Zippl del 1908 del hotel Holzner di Collalbo. Tra i nomi noti anche il ristorante Kirchsteiger di Foiana, Il nuovo Schlosswirt Forst con la Luisl Stube dello Chef Luis Haller. Una gran bella infornata di grandi cuochi ed eccellenti cucine che testimonia la crescita esponenziale della ristorazione altoatesina.

Oltre ai già citati Tre Cappelli trentini, a testimonianza di come l’eccellenza non parli solo il dialetto sudtirolese sono sette i ristoranti premiati in provincia di Trento. Tra questi la storica Osteria due spade di Trento, Il bel Castel Toblino di Stefano Bertoni, il creativo L Chimpl di Stefano Ghetta, e la Taverna del Gallo Cedrone del Hotel Bertelli. Sospeso, per cambio del cuoco, dopo l’uscita di Enrico Croatti il ristorante Dolomieu sempre di Madonna di Campiglio. Un buon segnale di novità è poi, il cappello assegnato al ristorante Tre Colombe a Fornace. Poi un cappello anche alla Locanda Alpina di Brez e un cappello allo storico ma sempre vivacissimo ristorante Malga Panna di Moena. Tra le novità della nuova edizione della guida espresso anche la sezione dedicata ai vini che quest’anno viene inglobata dalla guida a dei ristoranti in una apposita sezione. Nelle tre classifiche “pop” realizzate dal curatore Andrea Grignaffini si segnala con il massimo riconoscimento il Pinot Nero Vigna roccolo 2013 della cantina Hofstatter e il Terlano Riserva Vorberg 2015 della Cantina di Terlano. Il Trentino invece, si impone con due blasonati Trentodoc come Giulio Ferrari Riserva 2007 e Madame Martis 2008.

A livello nazionale, sono 7 i ristoranti top da 5 cappelli: oltre al St.Hubertus, Casadonna reale di Castel di Sangro, Le Calandre a Rubano, l'Osteria Francescana di Modena, Piazza Duomo ad Alba, Uliassi a Senigallia e Lido 84 di Gardone Riviera.