La realtà virtuale diminuisce lo stress da chemioterapia

(ANSA) - ROMA, 14 DIC - La realtà virtuale è in grado di diminuire lo stress dei malati oncologici dovuto alla chemioterapia e ridurne gli effetti collaterali. E' uno dei risultati dello studio illustrato oggi nel corso del convegno "Artificial Intelligence in Health", organizzato presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Roma.    In particolare, nello studio condotto presso l'Istituto Tumori Pascale di Napoli e realizzato in collaborazione con la Temple University di Philadelphia, sono state esaminate 210 pazienti con cancro al seno. Durante una normale infusione di chemioterapia, a 70 di loro è stato fatto guardare un filmato di 20 minuti di realtà virtuale, 70 di loro sono state sottoposte a 20 minuti di musicoterapia e altre 70 hanno fatto parte del gruppo di controllo. Ne è emerso, spiega Luigi Gallo ricercatore dell'Icar (Istituto di Calcolo e Reti ad Alte Prestazioni) del Consiglio nazioanle delle Ricerche (Cnr), "che i 20 minuti per le pazienti che avevano guardato realtà virtuale erano stati percepiti come 15, mentre erano stati percepiti come 21 da chi aveva utilizzato la musicoterapia. Inoltre nel primo caso le pazienti riportavano meno stress e ansia, ovvero fattori che aumentano gli effetti collaterali della chemio, come nausea e vomito". Promosso dalla Fondazione Francesco Balsano, l'evento è stata occasione per fare il punto sulle applicazioni dell'Intelligenza artificiale nel settore della salute: dalla chirurgia minimamente invasiva assistita da robot, ai software che permette di prendere decisioni accurate in modo più rapido.    Diversi gli utilizzi in oncologia. L'Intelligenza Artificiale "sta diventando un affidabile supporto diagnostico che, attraverso l'analisi di dati e immagini relative a migliaia di casi, riesce a interpretare con una precisione vicino al 100% i risultati di una risonanza magnetica", spiega Clara Balsano, presidente della Fondazione. Tuttavia, conclude, "potrà migliorare l'attività diagnostica e la scelta del trattamento, ma mai sostituirsi al rapporto tra medico e paziente". (ANSA).