Seppi aderisce ad «Atleti al tuo fianco» 

Il tennista caldarese, come già Karin Knapp, vicino a chi lotta contro il tumore

BRESCIA/CALDARO. In Italia c'è un'iniziativa chiamata “Atleti al tuo fianco” che avvicina gli sportivi professionisti alle persone che stanno combattendo un tumore maligno. Di questo progetto, patrocinato da Arenbì Onlus e guidato dal dottor Alberto Tagliapietra, è entrato a far parte anche il tennisca caldarese Andreas Seppi, in occasione degli Internazionali città di Brescia conclusi ieri e nei quali l’azzurro ha raggiunto i quarti. Il tennista di Caldaro ha preso parte all'iniziativa rispondendo ad alcune domande mirate sulla sua carriera sportiva e sui momenti di massima intensità emotiva e fisica cui sottopone il tennis, che sono diventati spunto per raccontare situazioni che incontra nella propria quotidianità chi affronta un tumore maligno. Trasformare il cancro in un tema di confronto sociale è infatti l'obiettivo di questa interessante iniziativa. «Raccontare alcuni dettagli delle giornate di una persona che affronta un tumore - spiega il dottor Tagliapietra, medico chirurgo con DAF in psiconcologia - è un aspetto fondamentale per sovvertire la sensazione dei pazienti e delle loro famiglie di vivere isolati. Il cancro crea infatti un confine dal resto del mondo, si ha la sensazione di essere allontanati non solo fisicamente: si è sottoposti infatti alla dannosa percezione di non poter raccontare quello che si vive, come se la sofferenza e le difficoltà fossero un tema che la società rifiuta. Il progetto Atleti al tuo fianco nasce proprio per questo: il mondo dello sport abbatte questa barriera semplicemente dialogando, confrontandosi su temi agonistici e aspetti dell'oncologia, con serietà e serenità. Ad Andreas Seppi, per esempio, abbiamo chiesto come vive il rapporto con il suo corpo nel passare dell'età, spingendoci a parlare delle piccole e grandi limitazioni e menomazioni che si possono incontrare dopo gli interventi chirurgici».

«Negli ultimi tre anni, la mia condizione è cambiata un po’ - ha confessato Seppi nella testimonianza - ho un problema all’anca per il quale ogni sei mesi devo fare delle infiltrazioni, restando fermo almeno tre settimane. Con il passare degli anni ti devi riadattare, che non vuol dire rassegnarsi. Solamente, devi fare lavori specifici dei quali in precedenza non hai mai avuto bisogno. Non è una partita persa quella con il proprio corpo più limitato, semplicemente una nuova grande sfida che ha bisogno di un programma personalizzato, specifico. È questo che fa la differenza».

L'intervista di Seppi può essere consultata nella sua interezza sulla pagina Facebook ufficiale “Atleti al tuo fianco”, dove si trovano tutte le testimonianze di chi fino a oggi ha partecipato all'iniziativa; tra questi, anche la tennista altoatesina Karin Knapp, le glorie del tennis Lea Pericoli e Nicola Pietrangeli, gli sciatori Kristian Ghedina e Lara Magoni e altri.