Il calzolaio che avrebbe preferito un papa grasso

Tra il 19° e il 20° secolo la situazione politica nel circondario di Bolzano, vista a grandi linee, attribuiva all’attuale comune capoluogo una tendenza liberale e laica, mentre le sue odierne propaggini di Dodiciville e Gries erano comuni autonomi ad ispirazione agricola e cattolica. Quindi conservatrice. La “Volkszeitung” fu invece all’epoca un giornale di ispirazione socialdemocratica che iniziò le sue pubblicazioni nel 1892 ed interpretava le ...

Calamaio e pennino d'acciaio, la scuola del duce

Credo di poter dire che quella di oggi sia la generazione dei “cellulari”. Se ne vedono dappertutto, in mano a tutti, anche sugli autobus, e tutti a parlare nelle non poche lingue della ormai multietnica Bolzano. Colloquiano - i giovanissimi - con interlocutori lontani, le loro dita si muovono agili su minitasti tra i quali gli anziani si districano a fatica, compitando. No, i cellulari non sono più cose per gli odierni passeggeri dai capelli bianchi, ...


Passeggiando all’ombra di variopinti murales

Li chiamano graffitari, per nobilitarli li definiscono “writers”(una volta si latinizzava o si francesizzava, oggi dilaga l’inglese), non manca la definizione di imbrattatori, ma accanto a quelli che imbrattano veramente e sconsideratamente ci sono anche dei veri e propri artisti. Cancellare allora le loro scritte sui muri? Sì, ma quali? Non tutte, evidentemente. Ci sono, accanto ai vari “viva Quello” e “abbasso quell’Altro”, anche vere e proprie ...

Non più guerra e torna la pace, memorie da Cavalese e Nova Ponente

In questi giorni è uscito un mio libro dal titolo “Il Figlio di Hüttler” nel quale ricordo e descrivo i miei tre anni trascorsi al Colle e a Nova Ponente sul finire della guerra. Parallelamente il mio amico Alberto Pasquali – avvocato - mi ha allungato una sua memoria scritta che fa a sua volta riferimento a quel periodo. Ricordi che ormai si diradano, col diradarsi delle persone che quegli avvenimenti li hanno vissuti, mentre sarebbe interessante ...


Storie di aquile, scimmie, leoni e pavoni

Lo chiamavano un po' pomposamente “lo zoo di Parco Petrarca”, ma qualche povera bestia là reclusa per la gioia (?) dei passanti c'era davvero. La cosa era incominciata alla fine degli anni Trenta, quando due rocciatori gardenesi avevano scovato sui picchi della valle in un nido le ultime due aquile. Scrisse la “Provincia di Bolzano”, quotidiano fascista (22 luglio 1938): “Due aquile reali nei giardini delle passeggiate «San Giorgio»” (Petrarca non ...