l’emergenza

Siccità, il Comune di Salorno tappa i buchi dell’acquedotto

Al via una serie di interventi per migliorare l’efficienza della rete idrica riducendo perdite e sprechi. L’assessore Ceolan: «L’acqua arriva a sufficienza da sorgenti e pozzo, bisogna migliorare il sistema di monitoraggio»


Daniele Bebber


SALORNO. Purtroppo, non è pensabile che la pioggia caduta in questi ultimi giorni sul fondovalle, in Alto Adige, e quindi anche nella Bassa Atesina, e la neve depositata di recente in alta quota, sulle montagne, abbiano risolto tutti i problemi di siccità e fatto superare l’emergenza idrica.

Anzi, a ben guardare, stando alle previsioni degli esperti climatici, c’è da aspettarsi un’estate torrida e purtroppo anche siccitosa, con le conseguenze che si possono ben immaginare.

Di siccità ed emergenza idrica si è discusso anche nell’ultimo consiglio comunale a Salorno. L’amministrazione comunale, in realtà, non si è fatta trovare impreparata come ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici, Martin Ceolan, il quale ha annunciato che verranno adottate delle misure utili non tanto a captare più acqua dalle sorgenti, ma quanto per cercare di risparmiare il più possibile quella già a disposizione dei cittadini attraverso l’acquedotto. «Già prima dello scoppio di questa emergenza idrica avevamo organizzato un incontro con tecnici e ditte specializzate per capire come migliorare il sistema di monitoraggio utile a individuare eventuali perdite e sprechi nell’acquedotto», spiega l’assessore Ceolan, aggiungendo che «Salorno può contare su un buon impianto idrico».

I consumi idrici a Salorno

Il dibattito consiliare ha dato l’occasione anche per fornire un calcolo sugli attuali consumi idrici a Salorno: in media, durante il giorno, sono circa dodici litri al secondo. «Di questi, otto litri circa al secondo vengono forniti dalle sorgenti di montagna, i restanti vengono invece pompati dal nostro pozzo situato sotto l’area della festa campestre - sottolinea l’assessore -. È stato costruito all’inizio degli anni 70 e fortunatamente ancora oggi garantisce l’acqua necessaria al nostro utilizzo». Partendo da qui si calcolano anche i costi dovuti al pompaggio dell’acqua che registrano un rincaro dell’energia elettrica in bolletta. «Attualmente - ragiona l’assessore - per avere 24 litri al secondo sono necessarie quattro ore di pompaggio al giorno con 50 KW di consumo della pompa, moltiplicato per la tariffa attuale di 35 centesimi, arriviamo sui 70 euro al giorno. Moltiplicati per i 365 giorni dell’anno abbiamo una spesa che oscilla fra i 20.000 e i 25.000 euro. Cifra che aumenta - sottolinea sempre l’assessore - se chiaramente diminuisce la portata di quelle che sono le sorgenti in montagna, se durante l’estate aumentano i consumi ad esempio per innaffiare, irrigare e ovviamente per gli usi domestici».

Fontane da chiudere

Rimanendo sempre sul discorso dei consumi, pure le fontane risultano avere un dispendio di 0,5 litri al secondo (che non è poco). Ma su questo fronte l’amministrazione ha già messo sul tavolo la possibile ipotesi di chiuderle dopo le 22, «perché durante la notte magari non serve che continuino a funzionare - conclude Martin Ceolan -. Poi, però, ci rivolgiamo al buonsenso della popolazione, oltre a confidare nel nuovo sistema di monitoraggio che dovremmo avere funzionante entro la fine dell’anno».

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