L'INTERVISTA erika stefani lega 

«Sono leghista e veneta Ho l’autonomia nel Dna» 

I rapporti con Roma. La ministra riceve Kompatscher per un chiarimento sulle impugnazioni La Commissione dei 6 e dei 12 e le proteste dei 5 Stelle: «Le nomine sono mia prerogativa»

di Francesca Gonzato

Bolzano. Molta parte del tempo della ministra degli affari regionali erika stefani (lega) è dedicata alla trattativa sui percorsi di autonomia per regioni come il veneto, la lombardia e l’emilia romagna. sta andando meno facilmente del previsto. «se non fossi una convinta autonomista, non sarei immersa in questa partita con le regioni», è questa la premessa con cui la ministra si è preparata all’incontro di ieri con il presidente arno kompatscher e la delegazione altoatesina (articolo sotto). oggi si insedierà la commissione dei sei e dei dodici. l’appuntamento di ieri è stato organizzato in vista dell’avvio dei lavori della paritetica e per un chiarimento chiesto da kompatscher sui rapporti con il governo di lega e movimento 5 stelle.

Erika stefani conferma la sua intenzione di convocare a breve un tavolo sulla sanità, insieme a rappresentanti del ministero della salute. ma non solo. si prospetta una sorta di camera di compensazione al ministero delle regioni sui temi che di volta in volta potranno finire in impasse nei rapporti tra bolzano e roma. ieri pomeriggio abbiamo intervistato al telefono erika stefani.

Ministra Stefani, il presidente Kompatscher cerca un chiarimento dopo l’impugnazione di alcune norme sanitarie all’interno della legge Omnibus. Formalmente è il suo ministero ad impugnare le leggi.

Il ministero delle Regioni ha l’onere di impugnare leggi su cui in Consiglio dei Ministri i ministeri avanzano rilievi di incostituzionalità. Ho sempre operato in un certo modo: quando i ministeri segnalano rilievi su una legge, apro un dialogo con i presidenti regionali per verificare se esistono le condizioni per modificare le norme, superando il vulnus costituzionale ed evitando l’impugnazione.

È accaduto anche questa volta?

Certo. Il ministero della Salute aveva sollevato molte eccezioni. Su alcune parti della legge c’era la disponibilità a effettuare modifiche, su altre no. Ho chiesto al ministero della Salute di organizzare un tavolo sull’Alto Adige per affrontare il problema della difficoltà a reperire personale sanitario. C’è la disponibilità a partecipare anche del Miur (il ministero dell’istruzione e l’università).

Sulle impugnazioni il presidente Kompatscher ha accusato il M5S di essere un partito anti autonomista e voi leghisti del governo di non difendere abbastanza la Provincia in cui siedono due vostri assessori. Qual è la sua risposta?

Da veneta e leghista ho l’autonomia nel Dna. Ho sempre guardato al Trentino Alto Adige come all’esempio più avanzato di autonomia e tutela del territorio. In Consiglio dei Ministri quando si discute delle impugnazioni ho sempre detto “lasciamo lavorare le Regioni”. E posso dire una cosa?

Prego.

Da quando si è insediato questo governo sono state impugnate due sole leggi: quella sui lupi, ed era una impugnazione annunciata, e questa sulla sanità. Due leggi non sono davvero molte.

Domani (oggi, ndr) si insedierà la Commissione dei Sei e dei Dodici. Quale ruolo deve avere secondo lei?

La paritetica del Trentino Alto Adige ha un ruolo di enorme valore. Non a caso i suoi componenti sono figure con esperienza giuridica e di settore. È una delle commissioni paritetiche più articolate che abbiamo. Confido che svolgerà un ruolo di raccordo tra sistema centrale e autonomia.

Perché nelle nomine governative della commissione non è entrato nemmeno un esponente del Movimento 5 Stelle?

Quelle nomine sono una mia prerogativa, come gli altri ministri hanno effettuato le scelte che competono il loro ministero.

Anche se il M5S fa parte della maggioranza di governo?

Sì, è una mia prerogativa.

Questo attrito non pregiudicherà la paritetica? Il M5S ha annunciato che non ne riconoscerà politicamente il lavoro. Le norme di attuazione potrebbero restare bloccate in Consiglio dei Ministri.

Mi auguro vivamente che non accada. Sarebbero vendette da adolescenti. Stiamo parlando di onestà e cambiamento o di poltrone? Chiariamoci su questo punto.

In Commissione dei Sei tornerà il tema della toponomastica, assai sensibile per i gruppi linguistici. Nella scorsa legislatura non si è arrivati a un accordo. Qual è la sua posizione?

Ho sempre ritenuto che le minoranze debbano godere di tutte le garanzie costituzionali. So che in Alto Adige c’è una situazione complicata: con equilibrio si possono trovare soluzioni senza risvegliare contrasti che non hanno più ragione di esistere.

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