Terlano: la gente ha paura «L’infezione è arrivata qui» 

La psicosi. Ansie e dubbi degli abitanti dopo l’individuazione del primo caso in paese  Ieri piazza deserta. I più preoccupati sono gli anziani. Coda in farmacia per le mascherine

di Antonella Mattioli

TERLANO. «Il sindaco dovrebbe venire a parlare con i cittadini: spiegare esattamente come stanno le cose. Dirci cosa dobbiamo fare. Io sono preoccupata. Molto. E lo stesso discorso vale per i clienti, pochi, che sono entrati questa mattina. Comprano quello che serve e via». “Armata” di disinfettante e guanti per pulire il banco, Daniela Doni - gestrice del negozio “Nkd” nella piazza di Terlano - parla delle sue paure che sono poi quelle della stragrande maggioranza dei 4.500 abitanti del paese alle porte di Bolzano, dopo che lunedì sera si è diffusa la notizia che arriva da lì il primo di caso di Coronavirus in Alto Adige. Quadro che si è ulteriormente aggravato in serata quando la Provincia ha comunicato che si stanno verificando altri quattro sospetti. «Adesso - ammette il sindaco Klaus Runer - sono un po’preoccupato anch’io. Aspetto comunicazioni dal presidente della Provincia per eventuali provvedimenti».

Paese deserto

La piazza, sulla quale si affacciano il Municipio, la chiesa, i negozi, alle 11 di mattina dell’ultimo giorno di Carnevale è quasi deserta. In giro non ci sono maschere. La sfilata di giovedì grasso con 24 carri per le vie del paese sono ormai un lontano ricordo. Mai come in questo momento si preferisce stare a casa propria, riducendo al minimo, se possibile, i contatti con l’esterno. E se si esce il discorso finisce sempre lì: sul Coronavirus.

Cosa fare, come proteggersi, come evitare di venire in contatto con qualcuno che abbia frequentato il trentunenne, sviluppatore di sistemi informatici, che ha contratto il virus andando a trovare una zia a Castiglione d’Adda, nel focolaio del Lodigiano. Ora è ricoverato senza sintomi nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale San Maurizio, in osservazione. A Terlano lo conoscono in pochi; e a quanto pare, giovedì, non ha partecipato neppure alla sfilata di Carnevale che ha richiamato circa tremila persone.

Nel paese dell’Oltradige si è trasferito un anno e mezzo fa ed è una persona riservata. Che parte la mattina per andare al lavoro alla “Acs Data Systems”, la società di via Negrelli che sviluppa sistemi informatici per le imprese, e torna la sera. Assieme a lui le autorità sanitarie hanno ricostruito un elenco di persone con le quali è venuto in contatto negli ultimi giorni.

Tra paure e dubbi

L’appello delle autorità sanitarie è a non farsi prendere dal panico, ma si sa in momenti come questi le paure vincono su qualsiasi altro ragionamento. E allora ieri la farmacia è stata presa di nuovo d’assalto e con maggiori preoccupazioni dei giorni precedenti quando il Coronavirus sembrava riguardare “solo” Lombardia e Veneto: «Le mascherine - spiega la giovane farmacista Marion Bauer - continuano a chiederle e io non mi stanco di ripetere che alla persona sana non servono a niente, servono alla persona malata e al personale sanitario. Abbiamo finito anche le scorte di prodotti igienizzanti per le mani e le ditte non sanno quando potranno fare i rifornimenti».

Nel negozio della famiglia Pfanzelter, i clienti in questi giorni fanno scorta soprattutto di detersivi, ammoniaca e varechina, per pulire, disinfettare, igienizzare: «Oggi - dicono Silvia e Robert Pfanzelter - sembrano avere più fretta del solito. Perché, soprattutto le persone anziane, sono preoccupate: prendono quello che serve e se ne tornano a casa. Dove si sentono al riparto dal rischio contagio».

Anche all’Eurospin i clienti fanno incetta di prodotti: «Se non trovano le confezioni da mezzo chilo di pasta- spiegano Helga Höller e Silvana Nisova - comprano i sacchetti da cinque chili. E poi detersivi in grande quantità. È inevitabile: adesso che hanno individuato il Coronavirus anche a Terlano, molti sono in ansia. Non sanno cosa potrà succedere nei prossimi giorni». E pure chi ostenta tranquillità come Silvana Piazzini qualche precauzione la prende: «Evito i luoghi affollati. Lo faccio soprattutto perché ho una nipotina».

La strega

Allo Sweet Cafè Amanda Paccagnella, per l’ultimo giorno di Carnevale, sfoggia il cappello da strega: «Chissà - scherza - che non serva a scacciare anche il Coronavirus. Battute a parte, la preoccupazione c’è. Soprattutto tra gli italiani. Che precauzioni prendo io? Pulisco, disinfetto: più di così cosa si può fare?»