Toponimi e stranieri, c’è l’accordo 

Via la legge impugnata sulla toponomastica, ma la Lega è divisa tra linea dura e morbida. Scuola, chiesto il test d’ingresso 


di Francesca Gonzato


BOLZANO. Ennesima fumata nera sul programma Svp-Lega. Non è stata sufficiente la seduta di ieri. Le due delegazioni si troveranno anche questa mattina e dovrebbe essere veramente l’ultimo incontro sul programma, che la Svp voterà lunedì nella seduta del Parteiausschuss allargato. Ma prima, domani, arriverà a Bolzano il senatore Roberto Calderoli che vedrà in separata sede gli eletti della Lega e i vertici della Svp, cui presenterà una proposta di pace sul disegno di legge costituzionale per la riduzione dei parlamentari. L’Obmann Philipp Achammer ha smesso di contare le ore della trattativa: «Non è strano che la discussione abbia preso tante ore e sia così dettagliata. Trattandosi di un nuovo partner politico, è naturale che si scenda nel dettaglio. Dobbiamo conoscerci». LA TOPONOMASTICA. All’inizio della seduta di ieri restavano ancora da discutere i capitoli 7-9. Alle 17, le due delegazioni avevano chiuso solo il 7, ecco perché l’aggiornamento a oggi. Ieri si è discusso di scuola, Ipes, commercio, turismo, ma è tornato sul tavolo il nodo della toponomastica. La Svp ha fretta, perché la Corte costituzionale ha fissato la nuova data dell’udienza sulla legge provinciale del 2012 impugnata dal governo Monti: di rinvio in rinvio, non si è mai arrivati alla sentenza. L’udienza della Consulta è stata calendarizzata per il 2 aprile. La stessa Svp dà per scontato che se si arrivasse a un pronunciamento, sarebbe una bocciatura della legge. «C’è un’impugnativa su cui vogliamo trovare una soluzione, perché non vorremmo che si arrivasse al pronunciamento», conferma Achammer. La via maestra per la Svp è l’emanazione della norma di attuazione sulla toponomastica, ma è improbabile farcela entro aprile (va nominata la nuova Commissione dei Sei). Ormai è trapelato che la Lega è divisa su una posizione più morbida e una più dura. Il commissario Massimo Bessone condivide lo spirito della norma di attuazione congelata, che su alcuni toponimi prevede il mantenimento del nome tedesco accompagnato dalla denominazione generica in italiano (malga, sentiero, rifugio). Il deputato Filippo Maturi e altri del gruppo di eletti restano fermi sul principio della non cancellazione dei nomi italiani. «Vogliamo farci eleggere ancora o perdiamo subito la faccia?», è il ritornello. Ne avrebbero discusso anche ieri mattina, arrivando in ritardo alla riunione con la Svp. Un accordo è stato comunque raggiunto. Nel programma entrerà un passaggio che parla di superare o dirimere l’incidente di costituzionalità. Poi in consiglio provinciale la Svp proporrà di cancellare o modificare la legge impugnata, facendo così cadere il ricorso statale. La Lega avrebbe accettato di dare i propri voti. Il dopo resta aperto, proprio a causa delle divisioni leghiste.

STRANIERI A SCUOLA. Toni duri ieri da parte della Lega sui bambini stranieri nelle scuole. La Lega si dichiara d’accordo con la nuova iscrizione on line (dal prossimo anno scolastico per elementari e superiori) per tutti, con autodichiarazione sul livello di conoscenza delle lingue. Ma serve di più, dice Bessone: «Siamo favorevoli a un test di ingresso per i bambini stranieri. La loro presenza eccessiva rallenta l’apprendimento degli altri». Nel programma non dovrebbe entrare il test, ma la Svp è d’accordo su una suddivisione del lavoro con gli insegnanti di sostegno linguistico.

CONTROLLI IPES. Tra gli altri temi definiti ieri, sostegno al negozio di vicinato e un turismo giocato su tutte le stagioni, a causa della carenza sempre più marcata di neve. Nel programma entra, su richiesta della Lega, la verifica delle proprietà immobiliari nei Paesi di origine per chi chiede un alloggio Ipes. È prevista però la verifica della fattibilità da parte delle ripartizioni provinciali.

GLI ASSESSORI. Chiuso il programma, Svp e Lega discutereranno di competenze e nomi degli assessori. Nella Svp prende piede ufficiosamente l’idea che le tensioni interne nella Lega porteranno a un compromesso tra le anime interne. Lo schema sarebbe dunque assessori Massimo Bessone e Giuliano Vettorato (sostenuto da Maturi), con Rita Mattei vice presidente del consiglio provinciale. A quel punto le quote rosa verrebbero garantite da Waltraud Deeg e Maria Hochgruber Kuenzer. E se Calderoli volesse ribaltare il tavolo, escludendo Bessone? In aula ci saranno gli eletti a votare la giunta. Una prova di forza potrebbe essere pericolosa. Bessone dichiara: «La mia proposta come commissario è scegliere in base alle preferenze, dunque il sottoscritto e Vettorato. È vero però che con Rita Mattei c’è un’ottima sintonia». Così Achammer: «I nomi degli assessori leghisti verranno scelti dal loro partito, non ci intromettiamo».

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