Sanità

Troppe risonanze magnetiche eseguite su pazienti anziani 

Il ricercatore della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa: «In Alto Adige è superiore alla media sia il tasso di risonanze muscolo-scheletriche per pazienti anziani, sia la percentuale di pazienti che ripetono l’esame entro 12 mesi»



BOLZANO. I medici altoatesini prescrivono ai loro pazienti troppi esami diagnostici strumentali e di laboratorio.

Lo svela l’analisi delle performance regionali promossa dal Laboratorio Managment e Sanità della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Si tratta del cosiddetto sistema “Bersagli” consegnato al ministro Roberto Speranza.

Siamo messi male - difatti non centriamo il bersaglio che resta rosso - in merito all’appropriatezza diagnostica, che significa scegliere il giusto esame per la specifica indicazione o quesito clinico.

E saper scegliere il giusto esame vuol dire anche e soprattutto non intasare il sistema sanità, oberato di richieste inutili ed eliminare costi non necessari.

Federico Vola - ricercatore per il Laboratorio Management e Sanità della Sant'Anna entra nel dettaglio: «Abbiamo analizzato dati del sistema sanitario pubblico e del privato accreditato. Il risultato dipende da performance non ottimali rispetto a due prestazioni in particolare. In Alto Adige è superiore alla media nazionale sia il tasso di risonanze magnetiche muscolo-scheletriche per pazienti anziani, sia la percentuale di pazienti che ripetono le risonanza magnetica alla colonna entro 12 mesi. Si tratta di due prestazioni spesso non appropriate».

Il tasso di esami prescritto per pazienti over 65 è pari al 26.01 ogni mille abitanti. Peggio di noi solo Friuli e Lombardia. Virtuose Umbria e Toscana.

Mentre in provincia di Bolzano la percentuale di coloro che vengono richiamati dal medico a ripetere la risonanza entro l’anno è del 10.03% (succede per un paziente su dieci ).

Va detto che il medico con questo esame va sul sicuro. La risonanza magnetica muscolo-scheletrica consente infatti di visualizzare le strutture articolari e vascolo-nervose e i tessuti molli delle principali articolazioni (spalla, ginocchio, polso, caviglia, mano, piede, bacino, colonna cervico-dorso-lombo-sacrale), evidenziando la presenza di eventuali situazioni patologiche.

Da capire come mai accada.

Giuliano Piccoliori - medico di famiglia in Gardena e responsabile scientifico dell'Istituto di Medicina Generale e Public Health alla Claudiana, dice che molti anziani soffrono di mal di schiena cronico (lombalgia cronica o recidivante) o di dolore alle spalle.

«Quasi sempre il dolore è dovuto all’artrosi delle articolazioni vertebrali (spondiloartrosi) o a infiammazioni dei tendini. Il trattamento è conservativo, farmaci per via generale, infiltrazioni e fisioterapia. Raramente le cause possono essere di natura tale da consentire o indicare un intervento chirurgico come per esempio nel caso della stenosi del canale vertebrale. La risonanza ovviamente in questi casi è necessaria per fare la diagnosi ma quasi sempre basterebbe la clinica per escluderla».

In sintesi il medico di famiglia o lo specialista dovrebbero richiedere meno esami radiologici inappropriati.

«Ma qui entriamo nell’ambito della medicina difensiva. E noi medici per timore di non diagnosticare qualche patologia rara o rarissima a volte prescriviamo di più del necessario. Questo accade anche per timore di cause e contenziosi e per soddisfare le richieste di pazienti informati sul web che pensano di sapere tutto. E poi va anche detto che il convenzionamento di diverse strutture private, per ridurre i tempi di attesa, ha aumentato l’offerta di prestazioni radiologiche». V.F.

















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