Valanga a passo Gardena: la strada resta chiusa 

Una massa di neve con un fronte di 20 metri si è riversata il 1° maggio sulla carreggiata. Non sono state coinvolte auto e persone, ma è sospeso il collegamento tra le valli ladine


EZIO DANIELI


Passo gardena. La strada per Passo Gardena resta chiusa per motivi di sicurezza ancora per un paio di giorni dopo che lunedì 1 maggio nel pomeriggio è caduta una slavina che, per fortuna, non ha investito alcuna auto in transito. La massa di neve si è staccata dall’alto sulla piana che precede gli ultimi tornanti che portano al valico.

Aveva una lunghezza di circa 20 metri ed un’altezza di almeno due, Tempestivo l’ intervento dei vigili del fuoco di Selva e degli uomini del Servizio Strade. Dopo aver accertato che nessuno fosse stato sepolto dalla massa nevosa, la strada è stata dichiarata agibile. Resta però chiusa al traffico almeno fino a quando la commissione valanghe non darà il parere favorevole per la riapertura.

Il rialzo delle temperatura degli ultimi giorni ha reso a rischio il pendio che caratterizza il rettilineo e minaccia di far precipitare a valle altra neve. Situazione dunque estremamente pericolosa che rende problematica la circolazione verso e dal passo.

La temperatura s’è rialzata, il rischio di valanghe è dunque aumentato. I turisti se ne sono, in gran parte, andati ma il problema resta più vivo che mai con notevoli disagi per i molti che dalla Badia devono raggiungere la Gardena per lavoro o per gli studi.

La strada di collegamento fra le Badia e Gardena è importante. Tenerla chiusa significa, fatalmente, creare un sacco di problemi alle due comunità valligiane. L’assessore provinciale alla mobilità Daniel Alfreider ha chiesto anche di recente ai tecnici di elaborare uno studio su quali possibilità, concrete, vi sono per evitare chiusure - sia in estate che in inverno - dovute a emergenze ambientali. I tecnici della Ripartizione provinciale infrastrutture e l’Ufficio strade hanno già fornito le loro indicazioni di massima. Tre le soluzioni la realizzazione di un tunnel paravalanghe nel tratto in rettilineo che passa sotto il costone roccioso dove solitamente si verificano frane e slavine, una serie di tettoie nello stesso tratto che termina prima degli ultimi tornanti che precedono il passo, lo spostamento della sede stradale più a sud partendo dal Cafè Gerard . I tecnici provinciali stanno lavorando sulla proposta delle tettoie, che dal punto di vista ambientale non sarebbero un pugno nell’occhio ed economicamente costerebbero meno. Ma c’è un problema da risolvere: nella zona vi sono alcune sorgenti d’acqua per Selva e una soluzione appare difficile.
 

















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