>>>ANSA/Il virus è in vantaggio,la curva spiega la sua forza

di Maria Emilia Bonaccorso (ANSA) - ROMA, 17 OTT - I dati quotidiani sui contagi del Covid continuano a crescere, sfiorando quota 11mila casi in un giorno, ma per gli esperti non sono significativi, quello che preoccupa e' la velocita' con cui il virus si muove e la crescita della curva, in sostanza quanto e' ripida. "Il virus e' in vantaggio" e "sta crescendo troppo velocemente" spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, che sottolinea come non possa esistere la logica del numero-soglia di casi quotidiani da non superare. Quello che conta in sostanza e' l'andamento complessivo e l'analisi delle situazioni locali.    "Certo, esiste una soglia psicologica" spiega, una percezione quindi che cambia i comportamenti personali e le scelte politiche.    "I dati pero' arrivano sempre in ritardo e le situazioni regionali sono diverse. Il dato nazionale va poi sempre spacchettato in tutte le realta' regionali" precisa.    E anche le misure dovrebbero essere commisurate a questi valori locali. "Siamo in ritardo e il virus e' in vantaggio". E gli effetti delle eventuali misure restrittive, ricorda, si potranno vedere sono dopo almeno due settimane, con un'onda lunga che si e' vista anche in primavera.    È fondamentale comunque, avverte, interpretare la "densità" del contagio utilizzando il numero dei casi attualmente positivi, parametrati alla popolazione residente e non guardando ai numeri assoluti, "perché altrimenti sono sempre le regioni più popolate ad influenzare la politica e l'opinione pubblica sull'andamento dell'epidemia, sottovalutando, o addirittura ignorando quelle piccole dove il numero di contagi è apparentemente esiguo.    L'indicatore più affidabile per misurare la densità del contagio e' il rapporto positivi/casi testati".    Attenzione pero', aggiunge, "non il rapporto positivi/tamponi totali che includendo quelli di controllo (circa il 40%) e che sottostima di molto la circolazione del virus".    Secondo questo rapporto, con i dati del 16 ottobre, le prime tre regioni con un valore piu' alto sono la Valle d'Aosta (22.8), seguita dalla Liguria (18.8) e dal Piemonte. Calabria (2.7), Basilicata (2.8) e Lazio (4.2) sono invece quelle con densita' minore. Il numero assoluto dei casi vede invece in testa la Lombardia (19.128), la Campania (14.354) e il Lazio (12.317).    Ora l'obiettivo, suggerisce il microbiologo Andrea Crisanti, e' quello di mettere in moto un "reset". Il sistema di contenimento dell'epidemia "si sta sbriciolando sotto il peso dei numeri ed è finito fuori controllo", ha detto Crisanti, su 'Il Corriere della sera', avvertendo che con questi numeri di contagi giornalieri non e' più possibile fare un tracciamento, ed avverte: "presto arriveremo a 15mila contagi al giorno".    (ANSA).