Per l’Italia è subito argento

Anterselva. L’argento tra le montagne azzurre di Anterselva. La tripla “A” per un’impresa che vale la storia. A dipingere un quadro dai riflessi tra l’azzurro e l’argento sono stati quattro...

di MARCO MARANGONI

Anterselva. L’argento tra le montagne azzurre di Anterselva. La tripla “A” per un’impresa che vale la storia. A dipingere un quadro dai riflessi tra l’azzurro e l’argento sono stati quattro moschettieri che sciano con la carabina sulle spalle. Nella gara che consente a uomini e donne di essere protagonisti nella stessa competizione, la bella e determinata Dorothea Wierer, l’agguerrita Lisa Vittozzi, l’esperto e cecchino (mai come ieri!) Lukas Hofer e il freddo e combattente Dominik Windisch hanno confezionato un argento stupendo, spettacolare a tratti anche magico.

28esima medaglia iridata

Doro, Lisa, Luky e Domme nella “mecca” del biathlon, in quella valle devota a questo sport, improvvisamente scoperto anche bel resto d’Italia per merito delle loro imprese, è da sei anni che regalano con puntualità quasi annuale sorrisi e soddisfazioni allo sport azzurro. Dopo i bronzi a cinque cerchi di Sochi 2014 e PyeongChang 2018, quello iridato di Östersund 2019, ecco servito l’argento alle spalle della Norvegia, forte ma non così irresistibile come in altre occasioni.

Per il biathlon italiano il podio di ieri nella prima giornata del Mondiale di Anterselva – per la sesta volta è sede iridata in 56 edizioni complessive – è il numero 28, a quasi mezzo secolo dal primo, quello firmato dal trentino Luigi Weiss nel 1979 (bronzo nella sprint).

Vittozzi in prima frazione, Wierer in seconda, Hofer in terza e Windisch nella quarta ed ultima, lungo il tortuoso ma appassionante tracciato, hanno lottato metro dopo metro, sparo su sparo tenendo testa fino all’ultimo poligono alla squadra norvegese. Quell’oro annunciato, ma più difficile del previsto da mettersi al collo, è stato centrato da Marte Olsbu Roiseland, Tiril Eckhoff e dai fratelloni, Bo, Tarjei e Johannes Thingnes.

Il lancio viene affidato a Lisa, unica non altoatesina (è figlia della friulana Sappada). Vittozzi è grande protagonista tanto da lanciare in seconda posizione l’ex amica Dorothea.

Hofer veloce e precisissimo

La Wierer al poligono è regolare con una ricarica a sessione e tocca Hofer in terza posizione. Lukas sugli sci vola e al poligono tira fuori dal cilindro un doppio zero lanciando l’Italia verso il possibile oro. Tocca a Windisch ma il suo avversario e il plurititolato Johannes Thingnes Bo. Nei 6 chilometri, Dominik dà fondo alle sue riserve d’ossigeno. Bo attacca, Windisch è pronto a rintuzzare: così fino all’ultimo poligono. Sulla piazzola della sessione in piedi l’avvincente duello per l’oro s’interrompe. Due errori per il norvegese, altrettanti per l’italiano ma Bo è più veloce nella ricarica, scappando via tutto solo nel bosco. Lo scandinavo non cede, l’azzurro non chiude il gap. Sotto gli occhi di 30 mila spettatori – la stragrande maggioranza sono stranieri – prima sfila la Norvegia, dopo poco più di 62 minuti di gara, con l’Italia festosa al secondo posto a 15 secondi. A completare il quadro del primo podio della kermesse di Anterselva è la sorprendente Repubblica Ceca. Delusione per la Germania, quarta a 19 secondi dal bronzo. La festa ad Antholz è appena incominciata, la prima zampata italiana è già arrivata.

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