Il fenomeno ha un’origine virtuale ma le sue conseguenze sono purtroppo reali, concrete. Il fenomeno è quello definito “odio in rete”, una realtà preoccupante, che purtroppo molto spesso ha risvolti drammatici e che è legata alla diffusione del mondo online.

Per darne una classificazione formale si potrebbe dire che l’odio in rete si riferisce a parole, immagini, meme (ovvero un contenuto digitale, spesso umoristico, che si diffonde rapidamente attraverso internet), video, commenti o post violenti, diffusi sui social e in generale nella grande rete di Internet, che vengono usati per ferire le persone.

L'odio in rete mira a svalutare, attaccare o addirittura incitare alla violenza contro un determinato individuo o gruppo di persone. Il contrasto all’odio in rete è dunque uno dei principali impegni anche a livello istituzionale.

In questo senso a inizio novembre la sala del Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano ha ospitato la cerimonia di consegna del Premio giornalistico "Contro l'odio in rete". L'obiettivo del concorso era inviare un segnale contro l'odio e i discorsi violenti su Internet.

Gli organizzatori – il Comitato provinciale per le comunicazioni, il Co.re.com Trento e l'Ordine regionale dei giornalisti – hanno premiato due candidati: Inga Schmidt-Hosp, nata in Baviera e residente sul Renon, per le sue spiegazioni in radio "Auf ein Wort. Hatespeech. Worte als Waffen" e Pino Loperfido, pubblicista del Trentino, per l'articolo "Cronache dall'inferno telematico".