L’età media della popolazione italiana è in continuo aumento e l’Alto Adige non fa eccezione. Rispetto alle generazioni precedenti, inoltre, gli adulti di oggi sono più attivi, praticano qualche disciplina sportiva, anche solo nel tempo libero, e intendono non rinunciarvi con l’avanzare dell’età.

Vecchiaia e usura sono dunque tra le cause principali delle patologie alle articolazioni, di cui soffre una considerevole percentuale di over 60. Se, dopo aver messo in atto tutte le possibili misure conservative come fisioterapia, terapia del dolore, infiltrazioni, attività fisica e riduzione del peso, la qualità della vita non migliora, può essere necessario valutare l’intervento chirurgico.

La decisione di sottoporsi a un’operazione è comunque difficile da prendere, anche quando il dolore si manifesta ormai da tempo ed è diventato difficile da sopportare. Abbiamo interpellato il dottor Lukas Johannes Valtiner, esperto ortopedico e specialista in endoprotesi, attualmente in attività presso la Martinsbrunn ParkClinic di Merano e la Marienklinik di Bolzano, per chiarire quando è necessario rivolgersi al chirurgo e quali sono le tecniche d’intervento più innovative.

Dottor Valtiner, quali sono le cause della degenerazione delle articolazioni dell’anca e del ginocchio?

L’elemento scatenante è l’artrosi, che consiste essenzialmente in un’usura dell’articolazione, sia dell’anca sia del ginocchio. Nell’anca questo processo degenerativo porta al consumo della cartilagine protettiva posizionata tra la testa del femore e la cavità articolare. Tutto ciò causa inevitabilmente dolore e può limitare notevolmente la mobilità nella vita quotidiana.

Quando a essere interessato è il ginocchio, oltre ai fattori legati all’età, l’usura della cartilagine può avvenire anche in seguito a lesioni del menisco o dei legamenti dovute a infortuni sportivi, incidenti o lavori particolarmente logoranti, oppure a disallineamenti delle gambe, come le gambe a O o le cosiddette gambe a X. Tutti questi fattori, nel corso degli anni, possono provocare il danneggiamento della cartilagine. Ciò porta a dolore, rigidità e minore resistenza del ginocchio. In alcuni casi può presentarsi anche un versamento articolare, con accumulo di liquido.

Quando è consigliato sottoporsi all’intervento chirurgico?

L’operazione è sicuramente un passo importante. L’elemento decisivo è la combinazione tra sintomi, diagnosi clinica ed esami radiologici. Nelle patologie che riguardano l’anca, l’artrosi avanzata porta a forti limitazioni nella vita quotidiana. La decisione di sottoporsi a un intervento di protesi all’anca va presa seriamente in considerazione quando aumentano i dolori all’inguine, ai glutei o durante la camminata, con una conseguente diminuzione della mobilità.

Quando camminare, salire le scale o vestirsi diventa un problema, è il caso di valutare l’intervento, perché un’articolazione artificiale dell’anca può migliorare notevolmente la qualità della vita. Nel caso del ginocchio, un campanello d’allarme è rappresentato dal dolore che si manifesta quando ci si alza e si inizia a muoversi, quando si salgono le scale o durante le camminate prolungate. Successivamente possono comparire anche dolori a riposo e durante la notte. A quel punto la situazione non va sottovalutata, soprattutto se il ginocchio si gonfia ripetutamente o sembra instabile.

Cosa raccomanda a coloro che si trovano in questa situazione?

Di rivolgersi all’ortopedico per chiarire la natura dei disturbi e individuare la soluzione più adatta. Se ci si muove per tempo, è possibile trovare insieme al chirurgo il percorso migliore e, nel caso ideale, beneficiare di un trattamento moderno e pianificato su misura.

Se la soluzione prospettata è l’intervento chirurgico, bisogna considerare che oggi queste operazioni sono diventate procedure consolidate e che sono disponibili tecniche e materiali che solo qualche anno fa erano impensabili. La chirurgia in questo campo ha compiuto importanti progressi, anche grazie alla possibilità di pianificare l’operazione in modo personalizzato per ogni paziente.

La mia pluriennale esperienza mi permette di eseguire gli interventi utilizzando procedure moderne e minimamente invasive, anche grazie al prezioso supporto di una mirata pianificazione computerizzata preoperatoria. Le tecnologie ci aiutano oggi a preparare l’intervento con estrema precisione, così da salvaguardare il più possibile i tessuti circostanti.

Questi interventi innovativi valgono sia per l’anca sia per il ginocchio?

Direi che per il ginocchio lo sviluppo è stato ancora maggiore. Una volta, ad esempio, si utilizzava il cemento; oggi esistono anche soluzioni che non ne prevedono l’impiego. La protesi è la soluzione più affidabile quando diverse parti dell’articolazione sono gravemente usurate o l’artrosi è in stato avanzato. In questi casi, di solito, si sostituisce l’intera articolazione del ginocchio con una artificiale.

Se invece è colpita soltanto una parte dell’articolazione, spesso può essere sufficiente una protesi parziale. Questi interventi possono essere indicati, come anticipato, anche in presenza di disallineamenti delle gambe. Chiaramente, anche in questo caso, è la valutazione dello specialista sullo stato dell’artrosi a fare la differenza. Con un’analisi adeguata e precisa, molto spesso si riesce a individuare il trattamento più adatto, con buone possibilità di recuperare mobilità e qualità della vita.

Le operazioni che si effettuano oggi non sono dunque come quelle di qualche anno fa. Quali sono i vantaggi per i pazienti?

Gli interventi odierni, preceduti da una pianificazione accurata ed eseguiti con tecniche sempre più rispettose dei tessuti, ci permettono di inserire la protesi con estrema precisione. Gli impianti più innovativi consentono inoltre di salvaguardare il più possibile il tessuto osseo. Tutto ciò ha l’obiettivo di facilitare e accelerare il ritorno a una vita quotidiana attiva, migliorando la mobilità e limitando il più possibile il dolore.

L’ESPERTO

Il dottor Lukas Johannes Valtiner è specialista in ortopedia e traumatologia con una lunga esperienza clinica, chirurgica e accademica. Da agosto 2024 svolge attività presso la Martinsbrunn ParkClinic di Merano e la Marienklinik di Bolzano.

Dal 2020 al 2024 è stato direttore medico della Struttura di Chirurgia Ortopedica di Silandro e ha lavorato come specialista negli ospedali di Merano e San Candido, dopo aver iniziato la carriera ospedaliera a Brunico. È inoltre medico di gara della Ski World Cup a Plan de Corones e in Alta Badia.

Ha conseguito la specializzazione a Vienna nel 2013 e il riconoscimento italiano a Roma nel 2016. Dal 2016 è professore a contratto a Verona e docente alla Scuola Superiore di Sanità Claudiana. Esegue gli interventi in cliniche partner, mentre follow-up e riabilitazione vengono effettuati a Bolzano presso la Marienklinik e a Merano presso la Martinsbrunn ParkClinic. È membro dell’AGA e socio SIOT.