BOLZANO. La provincia di Bolzano si colloca al decimo posto in Italia per saldo positivo tra occupati e pensioni erogate. Nel 2025, secondo l’analisi dell’Ufficio studi della Cgia, in Alto Adige si contavano 260.897 occupati a fronte di 180.614 pensioni, con una differenza positiva di 80.283 unità. Un risultato che colloca il territorio tra le realtà economicamente più solide del Paese sotto questo profilo, in un contesto nazionale segnato dall’invecchiamento della popolazione e dalla progressiva riduzione del ricambio generazionale.

Il dato altoatesino assume particolare rilievo nel confronto con il resto d’Italia. Bolzano precede anche Trento, che occupa la quindicesima posizione nazionale con 254.023 occupati e 199.964 pensioni, per un saldo positivo di 54.059 unità. Complessivamente, il Trentino-Alto Adige registra 514.920 lavoratori e 380.578 pensioni, con una differenza di 134.342 unità. La regione si colloca così al sesto posto nazionale per saldo positivo, dietro Lombardia, Lazio, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana.

A livello nazionale, invece, il rapporto tra lavoratori e assegni pensionistici si avvicina ormai a uno a uno. Nel 2025 l’Italia contava 24,1 milioni di occupati e quasi 23,2 milioni di pensioni erogate, mentre negli anni Ottanta il rapporto era di tre occupati per ogni pensione. La situazione potrebbe aggravarsi nei prossimi anni: tra il 2025 e il 2029 circa tre milioni di lavoratori usciranno dal mercato del lavoro. Di questi, oltre 2,2 milioni riguarderanno le regioni del Centro-Nord, dove le imprese già incontrano difficoltà nel reperire personale qualificato.

Anche il Trentino-Alto Adige dovrà affrontare questa trasformazione. Secondo le previsioni riportate dalla Cgia, nel periodo 2025-2029 la domanda di sostituzione raggiungerà 70.500 lavoratori, dei quali 35.500 dipendenti del settore privato, pari al 50,4% del totale. Si tratta di una previsione regionale, non suddivisa tra le province di Bolzano e Trento. Un altro elemento favorevole riguarda l’età della forza lavoro: nel 2024 la quota di dipendenti privati con più di cinquant’anni era del 29,8% in Trentino-Alto Adige, contro una media italiana del 32,7%. Il territorio regionale figura così tra quelli con la minore incidenza di lavoratori over 50.

 

Il problema resta comunque strutturale, soprattutto per le piccole e microimprese, che rischiano di perdere competenze ed esperienza senza riuscire a sostituire tempestivamente chi va in pensione. Secondo la Cgia, per attenuare gli effetti dell’invecchiamento sarà necessario favorire una maggiore partecipazione al lavoro di donne e giovani. Intanto la spesa pensionistica nazionale è destinata a salire dai 351,8 miliardi di euro previsti per il 2026 ai 388,6 miliardi del 2029, con un incremento del 10,5%. Un quadro che rende ancora più significativo il risultato della provincia di Bolzano, pur senza cancellare le difficoltà che attendono il mercato del lavoro nei prossimi anni.