BOLZANO. Ogni anno in Alto Adige vengono prodotte circa 100 tonnellate di lana di pecora, ma il 90% finisce tra gli scarti perché lavorarla costa più del suo valore commerciale. Ora un progetto della Libera Università di Bolzano punta a trasformare questa risorsa inutilizzata in pantofole ecologiche per gli alberghi, realizzate interamente con lana locale. Il prodotto sarà presentato in anteprima alla fiera Hotel 2026, dal 19 al 22 ottobre a Bolzano.

L'idea nasce dal Design Friction Lab di unibz, nell'ambito del progetto di ricerca MICST, finanziato dalla Provincia. L'obiettivo è ridurre i rifiuti prodotti dal turismo, sostituendo le tradizionali pantofole monouso sintetiche con un'alternativa naturale. Una sfida significativa in una provincia che registra 38,2 milioni di pernottamenti e circa 9 milioni di arrivi turistici.

 

Le nuove pantofole vengono realizzate con la lana di tre razze ovine locali, senza selezione preventiva del materiale. Ogni pantofola nasce da un unico pezzo di feltro, senza cuciture né colle. Sono biodegradabili e possono essere portate a casa dagli ospiti. Alla produzione collaborano la manifattura HAUNOLD Alpine Wool di San Candido e l'atelier creativo PRIMA di Bolzano.

«L'innovazione parte da ciò che l'Alto Adige possiede già: la lana delle sue montagne e un'artigianalità che la lavora da quasi 500 anni», sottolinea Nitzan Cohen, fondatore del Design Friction Lab. Il progetto punta così a creare nuove opportunità economiche per gli allevatori e a valorizzare un materiale che oggi viene in gran parte scartato.