BOLZANO. L'Alto Adige sta già subendo le conseguenze dei cambiamenti climatici - conseguenze che sono destinate ad aggravarsi nei prossimi anni. Uno studio di Eurac Research dimostra che l'aumento delle temperature, il verificarsi sempre più frequente di eventi meteorologici estremi e i periodi di siccità più lunghi mettono a rischio settori fondamentali della vita e dell'economia della provincia. L'agricoltura, le foreste, il bilancio idrico, l'approvvigionamento energetico, il turismo, la biodiversità, la salute, l'economia, gli insediamenti umani e le infrastrutture essenziali sono sottoposti a forti pressioni che richiedono un adattamento agli impatti del cambiamento climatico.

Il rapporto evidenzia la necessità per l'Alto Adige di adottare una strategia di adattamento climatico sistematica, intersettoriale e socialmente equilibrata, così da proteggere l'ambiente a lungo termine e, allo stesso tempo, offrire nuove prospettive per il futuro. L'analisi esamina per la prima volta in modo sistematico i rischi climatici presenti e futuri in nove settori chiave dell'Alto Adige, delineando un quadro preoccupante: gli effetti del cambiamento climatico minacciano sempre più i sistemi ecologici e sociali e richiedono interventi rapidi.

Il rapporto individua cinque ambiti in cui l'adattamento è particolarmente urgente, tra cui il settore idrico, dove aumentano i danni da inondazioni a ecosistemi e infrastrutture. La biodiversità è messa sotto forte pressione da calore, siccità e scarsità d'acqua, mentre le foreste subiscono crescenti danni a causa di eventi estremi, parassiti e malattie, con rischi per la loro funzione protettiva. Anche la salute pubblica risente delle ondate di calore e il settore energetico affronta una maggiore domanda di raffreddamento a fronte di un calo del potenziale idroelettrico.

"Sebbene siano state adottate diverse misure - sottolinea una nota di Eurac Research - l'attuale politica non tiene ancora sufficientemente conto dei rischi climatici". Secondo lo studio, oltre alle misure settoriali, "l'Alto Adige ha bisogno di una politica di adattamento strategicamente coordinata, a lungo termine e intersettoriale. Un ruolo particolare è svolto dalla protezione, dal ripristino e dal rafforzamento degli ecosistemi, i quali possono fungere da barriera naturale contro gli eventi climatici estremi. Altrettanto necessaria è una gestione integrata delle risorse idriche che comprenda l'intero ciclo dell'acqua dalla fonte all'utilizzo".

Viene poi suggerita "una pianificazione territoriale adeguata al clima, che riduca le isole di calore, prevenga i rischi e preservi le risorse naturali". Il rapporto sottolinea inoltre che le misure di adattamento devono essere socialmente eque - anche dal punto di vista di genere e generazionale - e che l'economia, le associazioni e la società civile dovrebbero essere maggiormente coinvolte nei processi di adattamento ai cambiamenti climatici. Il rapporto non si limita ai soli rischi, ma evidenzia anche le potenzialità: "Un Alto Adige resiliente al clima non significa solo protezione dai danni, ma anche una qualità della vita potenzialmente migliore".