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BOLZANO. Un luogo unico al mondo, dove si possono leggere 270 milioni di anni di storia della Terra. La gola del Bletterbach, tra Aldino e Redagno, è uno dei patrimoni più preziosi dell’Alto Adige e ora punta a crescere ancora, con un nuovo modello organizzativo e una prospettiva di attività durante tutto l’anno.
A indicare la direzione è stato l’assessore provinciale Peter Brunner, durante la conferenza stampa dedicata al Geoparc Bletterbach a Palazzo Widmann, a Bolzano. Il sito, ha spiegato, è «un fiore all’occhiello a livello internazionale» e l’obiettivo della Provincia è renderne più visibile il potenziale, sviluppandolo insieme alla popolazione.
Il monumento naturale del Bletterbach è il più piccolo dei nove sistemi che compongono il Patrimonio mondiale Unesco delle Dolomiti. Negli ultimi anni il numero dei visitatori è cresciuto con forza: oggi il Geoparc Bletterbach accoglie tra 40 mila e 50 mila persone da tutto il mondo in circa sei mesi di apertura. Nel 2005, all’inaugurazione del centro visitatori di Aldino, la previsione era di circa 17 mila presenze.
Per questo il sito si sta riorganizzando. Dal gennaio 2026 il Geoparc è diventato un’azienda speciale del Comune di Aldino. Il presidente Peter Daldos ha spiegato che l’obiettivo è arrivare a un’attività aperta tutto l’anno, non solo come attrazione turistica, ma anche come centro di ricerca.
La gola non sarà comunque accessibile in inverno. La direttrice Hannah Pomella, geologa alpina alla guida del Geoparc Bletterbach dal 2025, ha chiarito che il piano riguarda soprattutto l’ampliamento del centro visitatori e dell’offerta per scuole, classi e visitatori. Il sito continuerà così a unire turismo, divulgazione e ricerca.
Il valore scientifico resta centrale. Nel Bletterbach è possibile ricostruire la paleoecologia del Permiano, grazie alle impronte di sauri e ai fossili vegetali risalenti a circa 260 milioni di anni fa. Anche l’Agenzia Spaziale Europea utilizza la somiglianza tra alcune rocce sedimentarie della gola e quelle presenti su Marte per corsi di addestramento destinati agli astronauti.
Accanto alla ricerca, il progetto punta a coinvolgere sempre di più la comunità locale, con iniziative per scuole, associazioni e abitanti di Aldino e Redagno. L’obiettivo è rafforzare il legame con un patrimonio mondiale che guarda al passato della Terra, ma anche allo sviluppo futuro del territorio.


