L'Australia si avvicina all'estate con l'imminente arrivo un fenomeno El Nino di potenza record e in netto declino della sua capacità di lotta antincendio, mentre uno studio nazionale avverte che gli imminenti incendi boschivi costeranno all'economia una media di 6 miliardi di dollari australiani l'anno per i prossimi 30 anni, quasi il triplo di precedenti stime (circa 3,75 miliardi di euro). Il gruppo Emergency Leaders for Climate Action, in un rapporto pubblicato oggi dal titolo "Prepare or pay: Counting the cost of climate-fuelled bushfires", riporta che nel 2023-24 vi sono state meno persone volontarie con le agenzie australiane anti-incendi, rispetto a quattro anni prima, mentre il personale stipendiato è aumentato di appena 433 posizioni a tempo pieno. Questo avviene mentre l'inquinamento e il clima rendono gli incendi boschivi "più feroci, dannosi e costosi", avverte il rapporto, mentre le più lunghe stagioni degli incendi limitano il lavoro di riduzione dei rischi, aumentano giorni di estremo pericolo di incendi, soprattutto remoti e appiccati da fulmini. Il generale maggiore Peter Dunn, un ex commissario dell'Autorità servizi di emergenza e ora con Emergency Leaders for Climate Action, sostiene che l'Australia debba avviare un sistema di allerta precoce di incendi remoti attraverso immagini satellitari, sorveglianza con droni, infrared sensing e intelligenza artificiale. Un sistema sostenuto con squadre di pronto intervento che possano estinguere prontamente le fiamme. "Il clima è talmente cambiato che dobbiamo affrontare eventi estremi che alimentano incendi più feroci e più lunghi", ha detto Dunn. Il generale ha chiesto che l'Australia acquisti almeno 12 aerei-antincendio. (ANSA).