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(ANSA) - ROMA, 08 SET - Il Piano nazionale di ripresa e resilienza si avvia alla conclusione con un bilancio ampiamente positivo per le imprese dei servizi pubblici di acqua, ambiente ed energia associate a Utilitalia, con il 95% dei progetti conclusi o in linea con il cronoprogramma. È quanto emerge dall'ultima ricognizione - relativa allo stato degli interventi al 30 giugno 2026 - condotta dalla Federazione sui progetti Pnrr e RePowerEu delle imprese associate, riferita a 547 interventi monitorati da 48 tra aziende e gruppi, per un volume complessivo di 4,5 miliardi di euro.
Il 95% dei progetti censiti risulta concluso o in linea con il cronoprogramma, una quota che sale al 96% se calcolata sugli importi aggiudicati disponibili. Il tasso medio di realizzazione, dato dal rapporto tra i costi sostenuti all'ultimo stato di avanzamento lavori e il costo complessivo dell'intervento, si attesta all'88%, in crescita rispetto al 72% della rilevazione di marzo. Nello stesso periodo la quota di progetti conclusi è passata dal 40% al 76%, mentre i ritardi si sono ridotti dal 15% al 2%. Gli interventi non completati o ritirati si fermano al 3% del totale e valgono 10 milioni di euro, lo 0,4% dell'importo aggiudicato.
Il settore idrico, con 205 progetti monitorati, registra un tasso medio di realizzazione del 91%, in crescita dal 76% di marzo, e una quota di interventi conclusi pari al 92%, con un ulteriore 5% che procede secondo cronoprogramma.
Nel settore rifiuti, che conta 200 progetti, il tasso medio di realizzazione sale dal 69% all'84% e il 93% degli interventi risulta concluso. Il quadro è pienamente positivo sugli impianti di riciclo di carta, organico, Raee, plastica e tessili, dove tutti i progetti sono stati completati.
Il settore energia, con 44 progetti, segna l'avanzamento più marcato: il tasso medio di realizzazione passa dal 66% al 91%.
Risultano integralmente completati gli interventi sulla resilienza delle reti, sull'idrogeno e sulle infrastrutture di ricarica elettrica. Le residuali criticità restano concentrate su biometano e teleriscaldamento, mentre sulle smart grid i ritardi appaiono più contenuti. (ANSA).


