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BOLZANO. Si tratterebbe di vero terrorismo psicologico, quello diffuso attraverso i social da ignoti, con la pubblicazione di presunte iniziative violente in vista delle manifestazioni studentesche di venerdì prossimo a Bolzano. L'allerta resta alta e le indagini sono in corso da parte della Polizia postale e della Digos, ma quei contenuti pubblicati su piattaforme come Telegram e Instagram, che hanno generato e continuano a generare paura tra ragazzi e genitori, sarebbero minacce ritenute non attendibili.
La lista di ragazze da brutalizzare conterrebbe nomi generici di giovani non altoatesine, collegate ad arte a istituti scolastici bolzanini e ad immagini di aggressioni simili a tante altre reperibili sul web, con il solo scopo di creare tensione.
Genitori e dirigenti scolastici, però, hanno presentato segnalazioni alla polizia affinché si indaghi.
«Mi hanno rassicurato dicendomi che le minacce contenute nei post non sono credibili, ma che possono innescare in qualcuno l'idea che quel giorno certe cose possano essere fatte», racconta un padre dopo aver parlato con le forze dell'ordine.
«Di fronte al turbamento provocato da questi contenuti tra famiglie e giovani, il Forum Prevenzione invita genitori, personale scolastico e operatori giovanili a mantenere la calma e a seguire alcune indicazioni per evitare di alimentare l'allarmismo». Lo si legge in una nota di Manuel Oberkalmsteiner, coordinatore del Centro specialistico Dipendenza e Mondi digitali.
La prima raccomandazione è di non inoltrare i messaggi, neppure con l'intenzione di mettere in guardia altre persone, perché ogni condivisione contribuisce ad aumentarne la diffusione. È inoltre opportuno evitare commenti e «mi piace», che rendono i contenuti più visibili, e segnalarli alle piattaforme come notizie false o materiali che esaltano la violenza.
Il Forum invita anche a verificare le informazioni attraverso fonti ufficiali e media affidabili, senza fare affidamento sulle chat. Con ragazze e ragazzi è importante parlare apertamente di ciò che hanno visto o sentito, prendendo sul serio le loro paure senza amplificarle. Comprendere come emozioni forti, come la paura e l'indignazione, favoriscano la rapida condivisione dei contenuti può aiutare a non lasciarsi trascinare dall'allarmismo.
Gli adulti sono inoltre chiamati a offrire un punto di riferimento rassicurante, mantenendo un atteggiamento tranquillo e discutendo con i giovani su come comportarsi in caso di emergenza. Se un ragazzo o una ragazza ha visto video particolarmente sconvolgenti o manifesta una forte paura, è possibile rivolgersi ai servizi di consulenza, tra cui il sito www.nonseidasolo.it.
Di concreto, al momento, c'è l'attenzione che le forze dell'ordine riservano comunque alla manifestazione studentesca del 30 ottobre. Il timore è che agli studenti possano unirsi gruppi di violenti. Per questo saranno monitorati in particolare i centri commerciali cittadini e le attività commerciali del centro storico. Er.Am.


