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Merano. Nasci Hans. Poi diventi Giovanni. E poi Johnny. Tre nomi diversi per salvarti la vita. Rampollo di una ricca famiglia di origine ebraica in Germania (Hans). Adolescente rifugiato a Merano (Giovanni). E poi ufficiale dell’Esercito americano che chiede di sbarcare in Italia per liberare il Paese che, nonostante lo avesse tradito, non aveva mai smesso di amare (Johnny). Questa è la storia di John Lewis Kay, morto a San Francisco il 14 settembre 2015 a 96 anni. L’ha ripercorsa a Merano il figlio Robert, arrivato dagli Stati Uniti per vedere i luoghi in cui il padre era cresciuto, da cui era stato cacciato, e dov’era ritornato per regolare i conti con i nazi. I suoi appunti diventeranno un libro.
Germania Anni Venti
Hans Ludwig Kaumheimer nasce a Monaco di Baviera il 13 settembre 1919. È il secondo di quattro figli di una ricca famiglia ebrea. Il fratello maggiore si chiama Fritz, i due gemelli più piccoli, Margaret e Ruth. Il nonno materno, Louis Landauer, è stato uno dei fondatori della “Brüder Landauer”, una catena di grandi magazzini con negozi a Stoccarda, Mannheim, Colonia, Heilbronn, Reutlingen, Augsburg e Francoforte. L’infanzia è dorata. I piccoli Kaumheimer vivono in una lussuosa villa a Stoccarda. Hanno la tata, l’autista, e persino un allenatore di boxe. Hans è un bimbo paffuto e solare, frequenta con profitto la scuola. Nell’orribile 1933, quando Hitler sale al potere, si è appena iscritto al liceo. I genitori hanno già intuito la natura malvagia del nazismo. La carica distruttiva che spira come un vento di morte su tutta la Germania. Nel 1934 decidono di vendere i negozi e trasferirsi a Merano, dove molti ebrei tedeschi si erano già spostati per affinità linguistiche (era stata pur sempre la città termale dell’impero austroungarico), convinti che il regime di Mussolini non li avrebbe mai traditi.
Fottuti nazisti. Mi avete cacciato e ora sono tornato. Vi abbiamo estirpato come un cancro maligno.
Nella sua relazione datata 9 maggio 1945 scrive: «A Merano ho trovato una città in completo controllo tedesco. Il sindaco ha paura di prendere ordini senza prima consultare il Platzkommandant tedesco. Situazione alimentare buona, paese integro, ma circa 15.000 soldati tedeschi residenti all'interno del Comune. Ho dovuto richiedere l'autorizzazione per occupare la villetta dal quartier generale tedesco. Conferenza con il Gen. Ruffner, 10th Mt. Army, e il nemico CG Seuffert, con conseguente proibizione alle truppe nemiche di guidare i tram, mangiare cibo nei ristoranti, comprare generi alimentari da civili, acquistare qualsiasi altro oggetto dai civili; ho messo a disposizione del Comune quindici veicoli tedeschi più autisti in qualsiasi momento. Proibito al Platzkommandant di trattare direttamente con l’amministrazione civile».






