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Ma che Natale sarà? Con i nostri cari, sicuramente, ma pochi, pochissimi. E certamente c’è chi passerà questa giornata da solo: farà qualche telefonata, delle videochiamate, sorriderà, penserà. Scorrerà anche qualche lacrima. I regali? Scaglionati nel tempo e attraverso le possibili occasioni costruite sulle finestre di “quasi libertà” del combinato disposto di dpcm Conte e ordinanza Fugatti. Il cenone sarà una cenetta. Non è una tragedia, lo sappiamo tutti. E poi Natale passa, dai, ragazzi. E anche Capodanno, suvvia. Nessuno dice che lo faremo perché poi “andrà tutto bene”, no, meglio non dirlo, visto com’è andata la scorsa volta. Però il Natale “ristretto” lo faremo tutti ben consapevoli che è un tentativo per fermare l’escalation di ricoveri, terapie intensive, vittime. Dobbiamo tenerci stretto questo pensiero. Ma intanto andiamo con l’immaginazione a questo nostro Natale 2020, così diverso, così nuovo e inaspettato.
Pier Dal Rì, una vita da dirigente provinciale e, da sempre, genio della provocazione, ha pensato di “costruire” il suo cenone di Natale con le “sagome” dei suoi amici. Sì, le sagome. Alcuni giorni fa ha cominciato l’opera (lui è anche “uomo del fare”, chi lo conosce lo sa bene) e s’è ritagliato il profilo di alcuni amici (lo vedete nella foto), li ha disegnati da par suo, coloratissimi, e li ha piazzati ciascuno al proprio posto nella sala da pranzo di casa. Ieri ha pure imbandito la tavola, con vini preziosi e piatti per l’occasione. È una nuova liturgia. Forse il rito della nostalgia. Però è bellissima.
Pier Dal Rì, ma come le è venuto in mente?
«Ho iniziato a pensare che con questo Covid era obbligatorio buttar via gli antichi schemi»
Già, è tutto saltato. Come si fa a festeggiare come niente fosse?
«Appunto. Il Covid ti obbliga al sacrificio di stare a casa e intanto scopri che c’erano comunque dei rituali antichi e ipocriti: sapevi già il menù, chi c’era e chi magari non c’era, le solite cose, le frasi fatte. Io ho pensato che avrei voluto avere qui gli amici e insieme che avrei dedicato loro una cosa speciale. E così ho iniziato a preparare i cartonati».
Gli amici lo sanno che saranno presenti così? Che avranno uno specialissimo Natale?
«Certo che lo sanno. E verranno poi a prendersi la loro sagoma e se la porteranno a casa. Sì: verranno qui, da me, quando potremo vederci e si prenderanno il loro cartonato. Uno mi ha già detto: “è il più bel regalo che ho ricevuto negli ultimi quarant’anni”! Ahahaha. Ma no, dai, è un po’ troppo. Però tutti, quando gliel’ho detto, erano stupiti, divertiti e mi hanno ringraziato».



