Il currywurst è il piatto preferito dai tedeschi. Risveglia emozioni oltre che l'orgoglio nazionale. Solo così si può spiegare perché due anni fa, quando la Volkswagen ha annunciato che una delle sue oltre 30 (!) mense aziendali sarebbe stata gestita senza carne, in pratica sarebbe diventata una mensa vegetariana e vegana, si è scatenata la bagarre.

Sui social e sui media, tutti contro tutti, pro o contro la decisione della casa automobilistica. Nella mensa al primo piano della Markenhochhaus, il grattacielo aziendale a Wolfsburg, il currywurst e tutti gli altri piatti a base di carne in quattro e quattr’otto scomparvero dal menu.

A cavalcare le critiche per la decisione allora fu una persona che non era direttamente interessata da questo cambiamento, non essendo in realtà un cliente di quella mensa: l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, che prese la palla al balzo per tornare sotto i riflettori. All’epoca l’ex politico e lobbista scrisse su Linkedin: «Il currywurst con patatine fritte è una delle barrette energetiche dell’operaio specializzato».

E così dovrebbe rimanere, disse, aggiungendo che con lui nel consiglio di vigilanza della Volkswagen una decisione di questo tipo non sarebbe mai stata presa, che l’ipotesi non sarebbe neppure stata presa in considerazione. Il paladino della salsiccia al curry Schröder allora lanciò perfino l’hashtag #RettetDieCurrywurst, salvate il currywurst, sui social media, ma a nulla valse la sua battaglia, il passaggio al vegano/vegetariano ebbe la meglio su tutte le proteste, anche la sua.

Ora, però, dietrofront, nella famosa mensa del colosso automobilistico cambia tutto. La salsiccia protagonista di tante discussioni dal 7 agosto è tornata nella mensa della sede della Volkswagen, a gran richiesta di molti dipendenti. E insieme al currywurst sono tornati sul menu anche altri piatti di carne e di pesce. All’inizio dell’anno, infatti, a Wolfsburg hanno condotto un sondaggio tra i dipendenti, su cosa volessero mangiare in mensa, e in particolare se fossero favorevoli a piatti di carne e di pesce. Hanno vinto i “sì” in questo senso, come confermano i portavoce dell’azienda, che aggiungono anche che, però, la salsiccia vegana proposta da due anni a questa parte continuerà a restare sui menu. In realtà quella decisione di bannare il currywurst dalla mensa a poca distanza dalla principale sala riunioni del gruppo Volkswagen non ha mai frenato la richiesta di questo piatto tra i dipendenti dell’azienda.

Anzi, nonostante la pandemia di coronavirus e il passaggio della mensa al centro dell’occhio del ciclone alla cucina vegetariana e vegana, le vendite di currywurst, che Volkswagen produce da sé per le sue mense e i suoi principali eventi, catalogandoli come un pezzo di ricambio originale con il codice 199 398 500 A, sono addirittura aumentate. Al momento della decisione di escluderlo dalla mensa del grattacielo centrale il responsabile della ristorazione aziendale, Nils Potthast, fu molto chiaro: «Non siamo certo contro il currywurst, che viene ancora offerto in tutte le altre mense dello stabilimento». Durante la pandemia Volkswagen introdusse persino un servizio di consegna a domicilio per consentire ai dipendenti in smart working di ricevere l’iconica salsiccia a casa.

E il nuovo Ceo dell’azienda, Thomas Schäfer, quando in luglio dello scorso anno si è insediato nella nuova posizione, si è dichiarato un amico del tradizionale piatto affermando alla fine del suo video di benvenuto: «Mangiamo un currywurst!». Non è chiaro se l’improvvisa passione per la famosa salsiccia a Wolfsburg sia un effetto dell’eccitazione vegana per l’istituzione della mensa senza carne né pesce. Certo è invece il fatto che da qualche settimana la mensa della Markenhochhaus è ritornata a proporre «preparazioni con pesce o carne oltre ai piatti vegani e vegetariani», come ha dichiarato l’azienda. L'obiettivo è quello di consentire a tutti di trovare proposte soddisfacenti al momento del pranzo o della cena in azienda, e anche di alleggerire il carico di lavoro delle altre mense cui da due anni hanno dovuto rivolgersi i dipendenti che non hanno fatto la scelta vegetariana o vegana.

E che, magari, adorano i currywurst.