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Vienna (austria). Una nuova piattaforma digitale sviluppata in Austria ora consente l'accesso pubblico a una delle più grandi collezioni di manifesti al mondo. Per il momento è possibile effettuare ricerche online in un fondo di 150.000 manifesti di tre secoli, tra cui ci sono centinaia di opere riferite all’Alto Adige. Nelle scorse settimane ha debuttato la piattaforma online della Biblioteca di Vienna che permette di esplorare lo straordinario patrimonio di manifesti che la capitale austriaca ha sistematicamente raccolto negli ultimi 100 anni: una collezione che ora conta più di 450.000 esemplari e che probabilmente è la più grande che esiste, la cui unicità non è dovuta solo all’impressionante quantità di manifesti raccolti, ma anche alla loro varietà. Digitalizzare una collezione di tale portata non è stata cosa semplice, la capitale austriaca lo ha fatto in collaborazione con la Facoltà di Informatica dell’Università Tecnica (TU) di Vienna e il risultato è molto interessante: plakatstudio.wienbibliothek.at offre a chiunque una facile esplorazione sulla base di criteri di selezione dettagliati, i manifesti possono essere trovati non solo tramite la ricerca testuale, ma anche tramite la ricerca per immagine, per fisionomia che consente di riconoscere volti con pose o espressioni simili, e per colore che consente di selezionare i poster in base alla colorazione dominante.
Digitando la parola “Südtirol” si scoprono oltre 190 manifesti di vario tipo, politici, irridentisti, turistici, cinematografici, pubblicitari, riferiti ad eventi e situazioni che hanno collegato Vienna e l’Alto Adige a partire dalla fine del XIX secolo, come quello - datato 1946- del tronco d'albero marrone stilizzato sulla cui superficie tagliata sono disegnati i contorni del Tirolo settentrionale e meridionale. Un'ascia divide il tronco d'albero, ovvero il Tirolo, e la scritta in rosso chiede “Giustizia per il Sud Tirolo!”. Il più datato, tra quelli altoatesini è quello per il treno per Oltradige del 1899, con tanto di orario delle corse. Lo seguono il poster del 1900 che propone Gries come stazione climatica anche in inverno, “la più temperata del sud tedesco “ e quello che pubblicizzava la Funicolare della Mendola nel 1904, un anno dopo l’apertura dell’impianto. La raccolta comprende manifesti di eventi a Bolzano, come quello della mostra “Il Tirolo visto dagli altri” che si tenne al Museo d’Arte Moderna nel 1990, ma anche a Merano, Bressanone e Vipiteno. Come le ciliegie, grazie all’impostazione del motore di ricerca, la visualizzazione di un poster ne richiama un’altra, è difficile fermarsi: i visitatori del sito si trovano a navigare per ore tra manifesti per gite in autobus e quelli per grandi concerti o conferenze o per feste come quella che portò Venezia a Merano per la Pasqua del 1931, quando sulla passeggiata e nella Kurhaus furono organizzati intrattenimenti di ogni tipo, creato dalla famosa matita di Franz Joseph Lenhart , austriaco naturalizzato italiano, uno dei maggiori esponenti della cartellonistica pubblicitaria italiana della prima metà del Novecento.
L’immensa galleria online, destinata a crescere con le future digitalizzazioni, mostra come il manifesto sia stato e continui a essere soggetto a cambiamenti: dalle forme di design grafico alle mode estetiche fino all'avvento dei computer per la loro progettazione, ora è tutto lì sullo schermo, pronto a farsi scoprire come veicolo di democrazia, bellezza e di diversità.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Digitando la parola “Südtirol” si scoprono oltre 190 manifesti di vario tipo, politici, irridentisti, turistici, cinematografici, pubblicitari, riferiti ad eventi e situazioni che hanno collegato Vienna e l’Alto Adige a partire dalla fine del XIX secolo, come quello - datato 1946- del tronco d'albero marrone stilizzato sulla cui superficie tagliata sono disegnati i contorni del Tirolo settentrionale e meridionale. Un'ascia divide il tronco d'albero, ovvero il Tirolo, e la scritta in rosso chiede “Giustizia per il Sud Tirolo!”. Il più datato, tra quelli altoatesini è quello per il treno per Oltradige del 1899, con tanto di orario delle corse. Lo seguono il poster del 1900 che propone Gries come stazione climatica anche in inverno, “la più temperata del sud tedesco “ e quello che pubblicizzava la Funicolare della Mendola nel 1904, un anno dopo l’apertura dell’impianto. La raccolta comprende manifesti di eventi a Bolzano, come quello della mostra “Il Tirolo visto dagli altri” che si tenne al Museo d’Arte Moderna nel 1990, ma anche a Merano, Bressanone e Vipiteno. Come le ciliegie, grazie all’impostazione del motore di ricerca, la visualizzazione di un poster ne richiama un’altra, è difficile fermarsi: i visitatori del sito si trovano a navigare per ore tra manifesti per gite in autobus e quelli per grandi concerti o conferenze o per feste come quella che portò Venezia a Merano per la Pasqua del 1931, quando sulla passeggiata e nella Kurhaus furono organizzati intrattenimenti di ogni tipo, creato dalla famosa matita di Franz Joseph Lenhart , austriaco naturalizzato italiano, uno dei maggiori esponenti della cartellonistica pubblicitaria italiana della prima metà del Novecento.
L’immensa galleria online, destinata a crescere con le future digitalizzazioni, mostra come il manifesto sia stato e continui a essere soggetto a cambiamenti: dalle forme di design grafico alle mode estetiche fino all'avvento dei computer per la loro progettazione, ora è tutto lì sullo schermo, pronto a farsi scoprire come veicolo di democrazia, bellezza e di diversità.
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