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BERGAMO. L'Istituto bergamasco per la storia della resistenza e dell'età contemporanea (Isrec) ha inaugurato oggi a Bergamo, nella sua nuova sede di via San Giorgio, l'Archivio delle donne a Bergamo nel '900, un progetto che nasce dopo l'acquisizione da parte di Isrec del fondo Lidia Menapace (documenti e libri conservati nella casa di Bolzano della partigiana scomparsa nel dicembre del 2020) e che dà seguito all'attenzione che l'istituto ha sempre avuto rispetto alla prospettiva femminile.
Si tratta di circa 3.000 volumi dedicati alla storia delle donne e di autografi (lettere, manoscritti di interventi o ricerche inediti), fotografie e documenti che ripercorrono la vita pubblica e privata di Lidia. Da questo fondo è stata estratta l'autobiografia 'Donnescamente', pubblicata da 'Il filo di Arianna' (a cura di Rosangela Pesenti), libro che è stato presentato oggi.
"È un progetto che si pone l'obiettivo di dare casa a tutte quelle carte che ancora troppo spesso sono conservate nei cassetti di famiglia - hanno spiegato Luciana Bramati e Elisabetta Ruffini, presidente e direttrice Isrec -. L'arrivo di questo fondo ha portato a una rilettura delle carte del nostro archivio e a raggruppare alcuni fondi specifici, come quello dell'Udi o de Lastrea, e altri personali già conservati in Isrec. Ci auguriamo che, grazie all'aiuto di associazioni e privati cittadine e cittadini, l'archivio possa ampliarsi per sviluppare una rilettura del passato della città da una prospettiva femminile, generando pratiche partecipate di ricerca, studio e riflessione sull'apporto che la storia delle donne dà alla costruzione della consapevolezza collettiva del nostro passato e quindi del presente".


