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BOLZANO. Sempre più spesso, in questi giorni, si vedono persone dormire per strada in giacigli improvvisati. Cercano riparo sotto i Portici del centro storico. Si rannicchiano davanti alle serrande dei negozi per avere caldo e protezione. All’altezza di ponte Palermo ci sono alcune tende, ben visibili da chi si immette in Arginale. Altro rifugio di chi non ha un tetto. La situazione è difficile.
«Non siamo più in grado di accogliere nessuno e temo che a brevissimo i numeri aumenteranno ancora». Juri Andriollo, assessore al Sociale del Comune, ha in mano le cifre. «Al momento abbiamo poco più di 1000 migranti distribuiti tra strutture e alberghi; a questi se ne aggiungono altri 160 che vivono per strada. Non siamo più in grado di ospitare famiglie. Tanti sono qui per la raccolta delle mele e dell’uva. Ma chi dà loro lavoro, evidentemente non si preoccupa di garantire anche un tetto... in tutta la provincia non si è mai investito in alloggi per lavoratori. Risultato: il capoluogo è travolto dai migranti, abbiamo numeri non più sostenibili e ulteriori problemi in arrivo».
L’assessore ritiene che la vittoria dell’estrema destra in Austria non porterà all’Alto Adige nulla di buono. «Temo rimpatri a raffica». Stessa aria si respira in Germania. «Il governo tedesco ha annunciato di voler rimandare 20 mila migranti sbarcati in Italia “abbiamo fatto abbastanza”, dicono». Premono per ripristinare il trattato di Dublino ma per il Viminale non se ne parla prima del 2026. «Restiamo primo punto di approdo del Paese, la politica provinciale non può non tenerne conto. Con l’assessora al Sociale, Rosmarie Pamer, lavoriamo bene.
A Palazzo Widmann adesso hanno capito che servono altri centri dislocati su tutto il territorio mentre in città vanno avanti i lavori per la ristrutturazione dell’ex Inpdap di via Pacinotti che con l’emergenza freddo ospiterà 200 persone. Ma i numeri sono in costante crescita. Basta vedere cosa accadendo vicino a noi».
Federica Franchi - presidente dell’Associazione Bozen solidale - non ha certezza che Bolzano sia “travolta dai migranti” tanto che il Cas (centro accoglienza straordinaria) all’ex Alimarket non è a regime e quello ad Appiano è semivuoto. «Sicuramente sono arrivate persone migranti per la raccolta di mele e uva ma sono stagionali. Tra le 100 e le 150 persone dormono in strada, all’incirca lo stesso numero dello scorso anno. Probabilmente i numeri aumenteranno visto quello che sta succedendo in Medio Oriente. Per il resto, scontiamo una pessima gestione della cosiddetta accoglienza che purtroppo ha implicazioni politiche; mettere le persone dentro capannoni e rendere difficile il percorso per la regolarizzazione crea disagio e precarietà. Ed è tutto funzionale alla destra (di governo e non) e alla politica del capro espiatorio. Nulla di nuovo, purtroppo».
«Ovviamente a nulla servono fogli di via e decreti di espulsione se non ad aumentare la precarietà di chi si ritrova a vivere dentro circuiti di marginalità e difficoltà. Andrebbero spesi decentemente i soldi per un recupero ed inserimento sociale ma oggi, purtroppo, è sempre più facile parlare alla pancia della gente e trovare un capro espiatorio. Oltretutto il commissariato di governo, recentemente, ha dato parere negativo all'accoglienza a tantissimi richiedenti asilo. Il numero delle famiglie richiedenti asilo che arrivano è molto alto e non abbiamo mai visto dire loro tanti no. I pochi Cas per famiglie sono strapieni da anni. E quindi la spesa passa al Comune per gli hotel. E finalmente, dopo anni, la stanno quantificando. È alta. Ma anziché aprire strutture, cercano di fare pressione per non accogliere».


