A Cortaccia 50 case a rischio Il vallo paramassi non basta più
Geologi e tecnici della Provincia: «Bisogna alzarlo di 3 metri». Il sindaco: «L’opera costerebbe 6 milioni di euro, con lavori dal prossimo inverno»
CORTACCIA. Da qualche giorno a Cortaccia serpeggia una certa preoccupazione in merito alla possibile caduta di sassi dal costone roccioso, poco a monte del paese, chiamato «Gauner Wände».
Ne sarebbero interessati gli abitanti di una cinquantina di case, compresi alcuni masi addirittura del 1500, nella zona vecchia dell’abitato, situate lungo l’antica strada che conduce alla frazione di Termeno di Ronchi, in vicolo Maria Hilfe e via Bersaglio, a distanza di circa 200/300 metri dalle pareti rocciose sopra le quali si erge la piana di Corona, frazione montana di Cortaccia di 160 abitanti a 800 metri di quota.
Cadono piccoli sassi
Chiariamo subito che, secondo i tecnici ma anche per il sindaco Andreas Anegg, non esiste pericolo imminente. Attualmente – ha ammesso lo stesso primo cittadino – continuano a cadere dalle rocce sassi di piccole dimensioni e materiale ghiaioso che però si arrestano nel bosco ceduo sottostante.
Il sindaco Anegg ricorda che, dopo una violenta tempesta nel giugno 2001, l’amministrazione comunale di Cortaccia, in collaborazione con la Forestale, aveva provveduto a realizzare un vallo in terra rinforzata di protezione della lunghezza di 1.000 metri e alto tre metri in tre tratti.
La valutazione del rischio
Ora però sembra che questa misura di protezione non sia sufficiente, sulla base di nuove valutazioni del rischio di caduta massi. In effetti l’Ufficio provinciale di Geologia e prove materiali aveva ritenuto opportuno, tempo addietro, di incaricare professionisti esterni per un progetto di una nuova valutazione del possibile pericolo, con una simulazione, con parametri attuali, di caduta massi.
Stop alle ristrutturazioni
L’estate scorsa la sorpresa, anche per il Comune di Cortaccia: due cantieri privati nella zona considerata a rischio, quindi nella parte alta del paese, hanno inoltrato richiesta per ottenere l’autorizzazione a costruire. Il sindaco conferma che, visto che ora i 50 edifici si trovano in «zona rossa», i residenti interessati in futuro potranno eseguire solo lavori di manutenzione ordinaria, senza la possibilità di ampliamenti o ristrutturazioni. Lo si potrà fare solo dopo l’aumento delle misure di sicurezza, vale a dire rivedere l’innalzamento del vecchio vallo dai tre metri attuali a sei.
«Sulla base delle prime stime dei tecnici – dice ancora il sindaco – il costo dell’opera ammonterebbe a 6 milioni di euro, l’80% dei quali verrebbe coperto da contributi provinciali. I lavori potrebbero partire all’inizio del prossimo inverno». Il Comune ha interpellato i geologi della Provincia e anche il responsabile dell’Ufficio Geologia e prove materiali, Volkmar Mair, ha confermato che l’unica soluzione sensata è quella di rinforzare il vallo esistente.
Episodi passati
I residenti delle due vie «a rischio» non sono preoccupati. Pensano spesso però al grosso macigno che si era staccato dalla montagna il 21 gennaio 2014 a Ronchi di Termeno e a quello precipitato sulla casa di Ludwig Maier in vicolo Maria Hilfe a Cortaccia, arrestandosi nella stanza da letto fra l’armadio e i letti dove dormivano marito e moglie la notte del 23 agosto 1968.