BOLZANO. Attese lunghe anni, promesse non sempre mantenute, i tempi della burocrazia. Di mezzo in realtà ci si era messo pure dell'amianto trovato nel sottosuolo dalla ditta che si occupa dei lavori: i tecnici tra il 2023 e il 2024 hanno dovuto ridisegnare il programma con le scadenze e il cantiere, per mesi, è rimasto fermo. 

Ora però Bolzano ha i suoi primi campi da padel. Tre per l'esattezza costruiti nel cuore del centro sportivo di via Maso della Pieve, tra il rettangolo da calcio e i campi da tennis in terra rossa che non si toccano. Il vicesindaco Stephan Konder promette che si comincerà a giocare già verso Pasqua: di fatto è tutto pronto (mancano da montare le reti e qualche grata). La spesa del progetto? Un milione e 850mila euro, di cui circa due terzi finanziati dai fondi del Pnrr«Per accedere al finanziamento - spiega Sergio Berantelli, direttore della ripartizione lavori pubblici del Comune - bisognava garantire una struttura che prevedesse tre nuovi sport: oltre al padel abbiamo scelto di costruire un campo da beach volley». 

E poi? «Rimaneva uno spazio stretto e lungo da riempire - prosegue l'architetto - perciò si è pensato allo Stock Sport, un'antica pratica sportiva bavarese, praticata soprattutto nelle aree di lingua tedesca lungo l'arco alpino, simile al curling». Consiste nel tirare degli speciali birilli su una superficie in cemento: in Italia risultano tesserati 800 giocatori e in Alto Adige ci giocano ben 43 società, di cui alcune anche a Bolzano. Tornando al padel invece i campi misurano 20x10 metri, sono protetti lateralmente da una struttura in acciaio con tamponamenti in cristallo e reti metalliche. Il grande problema rimane la copertura con il pallone pressostatico, che al momento non è prevista e di fatto permetterà di giocare solo 9-10 mesi all'anno. «Ci stiamo adoperando, valutando i rischi per la sicurezza e il piano normativo, per andare a chiudere i due campi più esterni. 

L'obiettivo è farlo ad autunno del 2026», aggiunge Konder. Fino a ieri eravamo l'unico capoluogo di provincia, in Italia, senza un campo da padel. Se si estende l'analisi all'intera provincia, non va meglio: una ventina di campi in tutto, di cui appena quattro coperti (uno al Rungg e tre nell'appena inaugurata struttura a Merano). Per gli appassionati significa che trovare un'ora libera è molto complicato in estate e quasi un'impresa d'inverno. Eppure, nonostante una carenza inspiegabile di strutture, il movimento è in grande crescita: si contano circa 400 tesserati, senza considerare i tantissimi amatori che non fanno numero e giocano una volta ogni tanto. La struttura di via Maso della Pieve è una ventata di aria fresca per gli appassionati. È stato realizzato anche un edificio destinato ai servizi (bar e prenotazione delle ore) di 200 metri quadri con spogliatoi nuovi di zecca. 

Sul tetto è installato un impianto fotovoltaico.In questi giorni la ditta Lovisotto di Mareno di Piave (Treviso) definirà gli ultimi dettagli sotto la supervisione dell'architetto Massimo Valduga. La gestione della nuova struttura - compresi i campi da tennis, da calcio e della palestra che ospita il tennistavolo - è affidata invece ad Armin Unterhauser, responsabile della parte nord della zona sportiva.