MERANO. Di studi effettuati fin dal 2019, firmati da Patscheider, Dessì, Cainelli, Riedl, sono pieni i cassetti dell'amministrazione comunale. Ora ne serve un altro? E al di là dei proclami, quand'è che davvero si farà qualcosa di concreto per dare una risposta al problema della falda a Sinigo?

Tanti dubbi, e necessità di avere chiarimenti, sostiene chi nel tempo ha approfondito la conoscenza del tema, tradotta in faldoni di documenti e memoria storica. Roberto Scala, già presidente del comitato di quartiere, Giancarlo Battistotti, perito con lunga esperienza alla Memc, e Fabrizio Nicolini, in prima linea da sempre per mantenere accesa la luce sulla questione, ci mettono la faccia e manifestano tutte le loro perplessità rispetto alle recenti dichiarazioni giunte dall'amministrazione che da un lato ha affermato - ed è lapalissiano - che il problema non si possa risolvere in tempi brevi, e dall'altro ha annunciato di voler commissionare uno studio di fattibilità tecnico-economica per la realizzazione di una pompa idrovora.

«Il suo ripristino era già stato indicato come essenziale in altri studi per intervenire sul controllo della falda», spiega il gruppo, che ricorda in particolare come lo studio di fattibilità dell'ingegner Riedl del 20 gennaio 2023 dia già delle risposte, valutazioni economiche incluse. «Di certo non imputiamo responsabilità a questa amministrazione per lo scempio della devastazione del sistema di bonifica avvenuto nelle fasi di espansione edilizia della frazione, negli anni 80 e 90», spiegano i tre. «Tuttavia rispetto ad altre zone del territorio, pensiamo a Bolzano dove il problema-falda è stato scoperto di recente, la situazione a Sinigo era ben nota.

Va bene il monitoraggio costante, ma lo consideriamo il minimo indispensabile e non giustifica l'immobilismo nell'intraprendere azioni efficaci ed emergenziali. Parliamoci chiaro: nella zona di via Fermi l'allagamento di cantine e garage ha una frequenza insostenibile, in certi casi l'acqua staziona quasi permanentemente. Con danni e costi al momento a carico degli abitanti, nonostante la responsabilità della situazione non sia loro. La situazione è grave oggi: quanto tempo dovrà essere speso ancora per valutazioni, progettazioni, stanziamento dei finanziamenti? Occorrono soluzioni anche parziali e temporanee, ma immediate. Il fatto che ci siano indagini in corso da parte della Corte dei Conti non può essere la giustificazione per non fare niente».Le fognature.

«L'azione più urgente - prosegue il gruppo che si fa latore delle preoccupazioni di larga parte dei residenti di Sinigo - riguarda quella di pompare l'acqua dai locali allagati, ma in alcune interrogazioni comunali a riguardo è stato risposto che non si vuole consentire lo scarico nella rete fognaria in quanto ritenuta inadeguata, incuranti dei gravi danni che questa situazione procura agli abitanti, al limite del nuocere alla sicurezza. Perché in tutti questi anni non è stato fatto nulla per adeguare la suddetta rete di scarico? Ebbene, quando arrivano i pompieri per svuotare gli scantinati, dove scaricano l'acqua?» Sul tema dell'idrovora, «questa certamente serve ma non risolve i problemi in tutta Sinigo. In particolare in via Fermi dove la falda è fortemente influenzata dal livello dell'Adige.

E a proposito, ci chiediamo quando questo sia stato dragato l'ultima volta».La pentola. Eccoli gli interrogativi e le contestazioni - e sono solo una scrematura di una pentola ribollente di apprensioni e rivendicazioni - nei confronti di istituzioni e autorità chiamate a gestire un tema di certo complesso, ma che al momento non trova risposte. E il richiamo alla pentola è riconducibile a un esempio portato dai tre portavoce: «Se in una pentola abbiamo una quantità d'acqua prossima all'orlo è sufficiente l'apporto di una piccola quantità d'acqua per farla tracimare. Di contro, se la medesima contiene meno acqua, cioè un livello più basso, serve aggiungere più acqua per farlo tracimare. Ecco, il sistema di bonifica serviva a tenere il livello dell'acqua nella pentola il più basso possibile».

Sistema di bonifica smantellato pezzo dopo pezzo, dismettendo sull'altare dell'espansione edilizia canali principali e minori, pompe idrovore e sifoni, distruggendo un quadro che permetteva un equilibrio della falda. «Risulta evidente che soprattutto in questi tempi caratterizzati da forti e improvvise precipitazioni, che rischiano di essere sempre più frequenti in seguito al cambiamento climatico, lo smantellamento del sistema di bonifica diventa ancora più deleterio nei suoi effetti. Basta un breve periodo di forti piogge per far salire il livello dell'acqua con relativi allagamenti di scantinati e vani ascensori, rendendo questi ultimi inutilizzabili in molti casi, con immaginabili problemi ad anziani e disabili. Il vecchio sistema di bonifica era organico e funzionale per l'intero territorio della frazione, oggi con la sua distruzione si sono create più zone problematiche, due delle quali particolarmente estese: Sinigo alta (zona Borgo Vittoria) e Sinigo Bassa (zona via Fermi). Gli studi dicono che i metodi e i costi per la realizzazione di opere volte alla soluzione del problema in ciascuna delle aree sono diversi.

A Sinigo alta gran parte del problema è riconducibile alla buona funzionalità ed al corretto ripristino e alla costante manutenzione dei canali collegati al canale Corridoni e all'installazione delle pompe idrovore. Più complessa e onerosa appare la soluzione a Sinigo bassa, quindi a maggior ragione sono necessari interventi rapidi anche se temporanei in attesa di quelli definitivi e risolutivi».