TRENTO. I due presidenti del Trentino e dell'Alto Adige, Maurizio Fugatti e Arno Kompatscher, sono decisi a difendere il bando per il rinnovo della concessione dell'A22 con la procedura di affidamento in finanza di progetto, nonostante i rilievi della Commissione europea, che ha messo in mora l'Italia. Ma ieri anche il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si è fatto sentire difendendo la prelazione.

Con la lettera inviata l'8 ottobre scorso al ministro degli Esteri, Antonio Tajani, la Commissione europea ha sostenuto che il meccanismo della finanza di progetto, con la previsione di un diritto di prelazione, non presta «le adeguate garanzie procedurali a presidio del rispetto dei principi di trasparenza, parità di trattamento e non discriminazione e lascia invece uno spazio troppo ampio alla discrezionalità dell'amministrazione aggiudicatrice».

Per l'Europa, la regola deve rimanere la gara pubblica, lo strumento principe per gestire gli affidamenti. Ogni eccezione, comprese le procedure in house (nel mirino in questo caso c'è la concessione della A4 per il tratto Brescia-Padova che il ministro Salvini pensava di affidare direttamente alla Concessioni Autostradali Venete), deve essere motivata in modo estremamente dettagliato e, soprattutto, convincente, cosa che secondo la Commissione europea in Italia non avviene.Questa nuova censura da parte dell'Europa dell'ennesimo tentativo di mantenere la concessioni nelle mani dell'Autobrennero e dunque dei soci del territorio rischia di inasprire il braccio di ferro già in atto da anni tra l'Italia e l'Europa e di mandare tutto all'aria.

Dagli uffici del ministero è arrivata una nota, pacata, ma che si schiera con i territori e con il project financing e aggiunge di vedere una contraddizione nei comportamenti della Commissione Ue: «Nel correttivo al codice appalti pubblici abbiamo rivisto integralmente la procedura, garantendo più trasparenza, partecipazione e concorrenza. Stupisce che questa riforma sia stata approvata dalla stessa commissione nell'ambito del Pnrr e che ora, dopo questo esito positivo, sia minacciata una procedura di infrazione da un altro segmento della Commissione. In ogni caso, sempre il correttivo al codice dei contratti pubblici ha escluso esplicitamente la possibilità di ricorrere al project financing da parte dei concessionari uscenti. La lettera di messa in mora quindi non è destinata ad incidere sulle concessioni autostradali, perché la prospettiva del rinnovo a favore del concessionario uscente è stata esplicitamente esclusa dalla legge concorrenza e dal correttivo al codice appalti. Quanto all'A22, questa è una procedura connotata da diversi elementi di specialità, che si fonda su norme antecedenti a quelle oggetto della lettera di messa in mora». Il ministero, retto da Matteo Salvini, sottolinea che su queste norme «attendiamo la pronuncia della Corte di giustizia che dovrà esprimersi a breve sulla prelazione nel Codice appalti ante correttivo».

Il ministero delle Infrastrutture a giugno aveva già sospeso fino al 30 novembre in via cautelare la procedura di gara per il rinnovo cinquantennale della concessione dell'A22 tramite finanza di progetto alla luce di un parere della Commissione europea in cui si esprimono «forti dubbi circa la compatibilità della previsione, contenuta nel bando, di un diritto di prelazione a favore del promotore (la società Autobrennero spa, Ndr.), selezionato sulla base di una fase precedente caratterizzata da amplissima discrezionalità amministrativa e che non presenta garanzie procedimentale di trasparenza, alcun presidio dell'osservanza dei principi di non discriminazione e parità di trattamento né alcuna reale apertura a una concorrenza effettiva da parte di altri operatori economici». Il ministero decise di sospendere e non annullare la gara perché si attende il giudizio, sulla questione della prelazione, della Corte di giustizia europea. Ora il governo italiano ha due mesi di tempo per presentare le proprie osservazioni e tentare di convincere la Commissione sulla bontà delle norme del Codice appalti. Se le argomentazioni non saranno ritenute sufficienti, l'Europa potrà emettere un parere motivato e infine deferire l'Italia alla Corte di giustizia dell'Ue.

I due governatori ora si trovano dentro una situazione in cui vogliono chiarezza: «Chiederemo di incontrare il ministro Salvini - annuncia il presidente Maurizio Fugatti - visto che cosa fare del bando di A22 è in mano al ministero delle Infrastrutture e trasporti. Per noi vale una legge approvata dal governo Draghi che aveva avuto l'ok dall'Europa. Cambiare idea ora da parte della Commissione europea è alquanto strano oltreché lesivo dello stato di diritto. Per noi si dovrebbe andare avanti col bando ma la decisione non è nostra».Analoga la posizione del presidente della Provincia di Bolzano nonché della Regione, Arno Kompatscher, principale azionista della società Autobrennero: «Personalmente rimango convinto che la procedura per A22 sia legittima».