BRESSANONE/VIPITENO. I dati sui maltrattamenti e gli abusi sui bambini e sui ragazzi fino a 15 anni sono allarmanti e soprattutto in costante crescita: un bambino su cento, in Italia, ha subito una delle varie forme di violenza. In Alto Adige, nel 2022, i bambini e gli adolescenti ad essere stati maltrattati sono stati 12,5 su mille.

Negli ultimi 5 anni si è registrato un aumento del 14,7% delle segnalazioni per varie tipologie di abuso. In questo contesto, oggettivamente preoccupante, il progetto «ProChild» (protecting Children), messo in campo dall'Azienda sanitaria con il coinvolgimento di diversi attori e delle istituzioni, è una prima reazione rispetto a una situazione che sta evidentemente peggiorando col passare dei mesi.

Il progetto pilota di Vipiteno con la primaria di pediatria.

Micol Cont primaria del reparto di pediatria dell'Ospedale di Vipiteno ma anche membro del gruppo di lavoro «ProChild», ha presentato per la prima volta il progetto mirato che ha l'obiettivo di tutelare gli under 15 vittime di maltrattamento. L'iniziativa vedrà il coinvolgimento di molte figure professionali. Oltre ai professionisti dell'Azienda sanitaria, saranno infatti coinvolti anche quelli dei Servizi sociosanitari, delle Forze dell'Ordine, della Procura della Repubblica del Tribunale Ordinario, della Procura della Repubblica del Tribunale per i Minori e delle Istituzioni territoriali.

I primi passi con Erika.

Qualche anno fa, grazie a un protocollo d'intesa con le forze dell'ordine e tutte le associazioni che si occupano di tutelare le donne vittime di violenza, l'Azienda sanitaria dell'Alto Adige e l'assessorato alla Famiglia e al Sociale avevano dato vita al progetto Erika dedicato a donne che si trovano in situazioni di violenza. «Grazie a Erika, e ora anche a ProChild, l'Azienda sanitaria sta dimostrando di avere particolarmente a cuore il benessere delle fasce più deboli della società, vale a dire le donne e i bambini», ha sottolineato il direttore generale dell'Asl Florian Zerzer.

La pediatra: «Come si riconosce una ferita da maltrattamento».

Si è discusso anche del significato della parola maltrattamento, che in realtà è molto ampio visto che si riferisce alle tante sfaccettature della violenza, da quella verbale a quella fisica o sessuale, ma anche all'incuria e alla trascuratezza. Nel proprio intervento, Stefanie Plössel, pediatra dell'Ospedale di Silandro, si è soffermata sugli strumenti pratici per riconoscere una ferita o una contusione causata da un maltrattamento rispetto a quelle dovute a cadute accidentali.

Come comportarsi e cosa fare in caso di abusi.

Per facilitare il compito degli operatori e delle educatrici che, durante lo svolgimento della propria attività lavorativa potrebbero imbattersi in un presunto caso di abuso o maltrattamento su un minore (bambino o adolescente), il gruppo di lavoro ha già elaborato un percorso diagnostico-assistenziale che ha l'obiettivo di regolamentare i passi da compiere per tutelare il minore, anche nel rispetto delle normative legislative. «Questo progetto mirato vuole essere solo il primo mattone di un muro che intendiamo costruire contro la violenza». MAX.BO