BOLZANO. Ammonterebbero a 2,4 milioni di euro all’anno le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria per preservare le Acciaierie. La cifra sarà interamente a carico della famiglia Amenduni che gestisce lo stabilimento di via Volta dal 1995. Considerato che il nuovo canone fissato dalla Provincia ammonta a 1,7 milioni, la concessionaria vicentina dovrà affrontare una spesa media complessiva di oltre 4 milioni all’anno.

È quanto emergerebbe dall’accordo sulla concessione raggiunto ad inizio luglio. La delibera, portata dal vicepresidente Marco Galateo, sarà approvata dalla giunta provinciale nella seduta di venerdì, mentre la firma è prevista entro il 3 settembre quando scadrà l’attuale proroga. Confermata la durata: 30 anni, rinnovabile per altri 30, a meno di gravi inadempimenti dell’azienda.

La Provincia ha posto due condizioni principali: che si prosegua con la produzione siderurgica e che vengano mantenuti i livelli occupazionali, pena la revoca della concessione. Nel dettaglio, come trapela sulla bozza d’accordo, lo stabilimento dovrà garantire una capacità produttiva in media pari a 300mila tonnellate annue. La fabbrica dà lavoro a 580 persone, produce acciai speciali ed è considerata dal governo strategica per il Paese. I materiali che escono dall’impianto bolzanino alimentano filiere vitali per la sicurezza nazionale e industriale: difesa e armamenti, settori aerospaziali, energetici, navali, farmaceutici e il mondo dell’automotive. La convenzione impone la prosecuzione della produzione di un’ampia gamma di acciai inossidabili e superleghe, lavorati anche con cicli e processi non convenzionali.

La tutela

La Provincia e la famiglia Amenduni, con questo accordo, intendono anche conservare la memoria storica della siderurgia bolzanina. La Soprintendenza provinciale, infatti, avrebbe avviato la procedura di accertamento dell’interesse storico-artistico su alcune parti dello stabilimento. L’obiettivo non è vincolare l’intera produzione dei due compendi di via Volta ("Sede") e via Torricelli ("Erre"), costruiti tra il 1936 e il 1938 in stile razionalista, bensì proteggere gli elementi architettonici più importanti: facciate e muri, finestre, pavimenti, arredi d’epoca. È probabile che verrà individuato un singolo edificio o un elemento di archeologia industriale simbolico per preservare appunto la memoria storica.

Le spese straordinarie

La scelta della Provincia di addossare tutte le manutenzioni straordinarie al concessionario ha consentito di modulare il canone d'affitto annuo a quota 1,7 milioni di euro. Se la Provincia si fosse accollata gli interventi di straordinaria manutenzione, come di norma avviene per i proprietari immobiliari, il canone sarebbe stato molto più alto. La cifra di 2,4 milioni di euro all’anno per le manutenzioni, confermano dalla Provincia, è una stima indicativa e forfettizzata, non una quota rigida da spendere obbligatoriamente ogni singolo anno.

Il complesso industriale delle Acciaierie comprende circa 30 immobili: volendo fare una proporzione si stimano circa 85mila euro all’anno per fabbricato. L'azienda avrà la flessibilità di spendere importi diversi a seconda delle esigenze (ad esempio un milione il primo anno e quattro il secondo anno), programmando gli interventi in base ai propri cicli produttivi. Gli interventi comprenderanno sia gli adeguamenti obbligatori per legge - come la messa a terra, adeguamento degli impianti elettrici, verifiche statiche - sia i lavori legati all’usura e all’invecchiamento delle strutture.

Trattandosi di una concessione a lungo termine (30 anni prorogabili), la Provincia dovrebbe chiedere alla concessionaria di presentare una relazione dettagliata ogni 10 anni per verificare lo stato di avanzamento e l’effettiva esecuzione delle manutenzioni sul patrimonio pubblico. «Questa formula - spiega l’assessore Christian Bianchi - è stata utilizzata per garantire che le manutenzioni straordinarie siano fatte in modo regolare a seconda delle esigenze dell’azienda». La firma della concessione tra pochi giorni al termine di «una trattativa - dice Bianchi - economica importante condotta dall’assessorato al Patrimonio».