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BOLZANO. Era entrato nel padiglione W con un pretesto, probabilmente una finta visita, armato con un coltello da cucina ben nascosto tra i vestiti. Avvistato il “bersaglio”, lo ha raggiunto con uno scatto e lo ha accoltellato alla schiena, per poi darsi alla fuga. Era il 16 settembre quando il Primario del reparto di Psichiatria dell’ospedale di Bolzano è stato aggredito. Ieri l’autore, un bolzanino di 57 anni, è stato preso e identificato dalla Polizia di Stato. Ora si trova agli arresti domiciliari. Nei giorni successivi al grave episodio, l’uomo non si è però fermato. Ha continuato a perseguitare il medico (con insulti e minacce) che considerava tra i responsabili dei suoi problemi di salute: si era convinto della colpa dei sanitari dietro alla comparsa di alcuni dolori che sentiva in varie parti del corpo dopo un ricovero. Nulla di tutto ciò, ovviamente.
Il Primario non ha fatto altro che segnalare la situazione alle autorità competenti, mantenendo la calma, per quanto possibile. L’accanimento si è protratto fino a qualche ora fa, quando l’attività di indagine della Squadra mobile ha permesso la “cattura” del 57enne. A metà settembre, dopo l’aggressione, la Polizia lo aveva “solo” denunciato per lesioni volontarie aggravate perché non sussisteva un concreto pericolo di fuga, oltre a mancare la flagranza. Questa volta i presupposti per l’arresto c’erano tutti ed è stata emessa la misura cautelare. E adesso dovrà rispondere anche del reato di stalking. Il questore Paolo Sartori inoltre ha firmato per emettere la sorveglianza speciale. Fortunatamente le ferite si sono rivelate moderate ed il medico è stato subito dichiarato fuori pericolo. Ma l’emergenza è generale. Perché quasi ogni giorno si consumano episodi di violenza all’interno degli ospedali. Qui e in tutta Italia. Al “San Maurizio” dal primo gennaio al 16 settembre 2024 si sono verificati in totale 45 episodi. Si è trattato di 12 aggressioni sia verbali che fisiche, due violenze fisiche e 31 verbali. Diciannove casi sono avvenuti in Pronto Soccorso.
«Abbiamo una vigilanza 24 ore su 24 - sottolinea Umberto Tait, direttore del Comprensorio sanitario di Bolzano - e stiamo cercando di potenziare ulteriormente la sicurezza. Inoltre è pieno di telecamere in ogni stanza. Certo non possiamo blindare la struttura con dei metal detector all’ingresso. Non è questa la soluzione. Sappiamo che è un fenomeno molto sentito in tutto il Paese e lo teniamo monitorato». AL.BO


